Il Tirreno

rimateria 

Opposte rappresentazioni Tra i sindaci ancora divisioni

3 MINUTI DI LETTURA





piombino. Due rappresentazioni opposte della vicenda Rimateria. Da una parte c’è il sindaco di Piombino Francesco Ferrari. Dall’altra i colleghi di Campiglia Alberta Ticciati e di San Vincenzo Alessandro Bandini.

«Il Pd sostiene che il mio voto negativo al nuovo piano industriale di Rimateria sia stato un errore visto che quel progetto non includeva più la LI53 e quindi, secondo loro, scongiurava il raddoppio dei volumi – dice Ferrari –. Ma se i soci privati avevano abbandonato l’idea di costruire una discarica anche sulla LI53, perché Rimateria ha presentato ricorso al Tar per invalidare la delibera di giunta del Comune di Piombino che riconosce lo status di centro abitato a Colmata e Montegemoli? Forse perché l’idea di una discarica sulla LI53 è tutt’altro che abbandonata e il riconoscimento da parte della nostra giunta dei due centri abitati imporrebbe, per stessa ammissione della Regione, un doveroso arretramento della discarica che si traduce in circa 800mila metri cubi in meno rispetto alle aspettative dei soci privati». Che aggiunge: «Mi accusano dicendo che ho solo risposto negativamente senza presentare un’alternativa, dimenticandosi che il potere pubblico è solo di veto e, quindi, possiamo dire solo sì o no, non progettare piani industriali. Mi dicono che porto avanti una politica basata sul puro marketing ma pare evidente, invece, che qualche atto efficace il Comune di Piombino l’abbia prodotto». E conclude: «Le bonifiche sono un’altra questione che stiamo affrontando lavorando a delle soluzioni che presenteremo al presidente della Regione Enrico Rossi, nonché commissario straordinario per le bonifiche e collega di partito dei sindaci di Campiglia e San Vincenzo. Piombino ha bisogno dell’intervento delle istituzioni superiori competenti per risolvere queste difficoltà, non a caso è un Sito di interesse nazionale: invece di accusare la mia amministrazione di immobilismo potrebbero intercedere con i rappresentanti politici a loro vicini».

Ticciati e Bandini sostengono che Ferrari «continua a confondere i piani. Noi parliamo come soci di Asiu in difesa obbligatoria delle prerogative delle amministrazioni di cui siamo responsabili. Prerogative che sono, a maggior ragione, disponibili al Comune di Piombino che è socio di maggioranza di Asiu. Le “carte” che, si dichiara, “si stanno studiando” da parte del Comune di Piombino non dicono da nessuna parte che “il potere pubblico è solo di veto e che può solo dire sì o no, non progettare Piani industriali”. Anzi, si rilegga lo statuto, casomai sono i privati che, in presenza di richiesta di modifiche da parte del pubblico e da loro non condivise hanno la disponibilità di uscire dalla compagine». E ricordano la proposta di modificare il piano industriale vigente. «È stata fatta dal presidente Pellati che rappresenta la quota pubblica e dal pubblico, anzi da Ferrari, è stato nominato. Ferrari ha dunque votato contro la proposta di Pellati di stralciare la LI53 dal piano industriale e di limitare questo al solo rialzo e riprofilatura della discarica ex Lucchini. E i privati, così come il liquidatore Asiu, nell’assemblea di Rimateria, hanno solo preso atto della posizione del Comune di Piombino contraria allo stralcio della LI53 e dunque per mantenere quest’ultima all’interno del piano industriale». E concludono: «Siamo convinti anche noi che “Piombino ha bisogno delle istituzioni superiori competenti per risolvere queste difficoltà”. Perciò abbiamo proposto di spendere energie non già per andare a manifestare contro lo strumento indispensabile per le bonifiche che era, è e rimane Rimateria, come è stato fatto, bensì per andare a reclamarle. Partiamo dai 900 ettari zeppi di veleni invece di continuare a bombardare l’unico strumento disponibile per risanarli». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa