Il Tirreno

indagini di studio e promozione 

L’archeologia e la ricerca per valorizzare il territorio

Cecilia Cecchi
L’archeologia e la ricerca per valorizzare il territorio

Presentazione ufficiale delle scoperte nelle ultime campagne di scavo all’Acropoli Istituzioni ed enti tra progetti futuri e formazione. Funziona il modello Parchi 

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«Prima presentazione ufficiale degli scavi sull’acropoli, esattamente dove dev’essere... Si tratta di una delle tante collaborazioni che stiamo portando avanti proprio per valorizzare il parco di Baratti e Populonia. Passi avanti perché i risultati si vedono: il progetto di scavo non è più solo nell’ottica di ricerca pura, ma riesce a coinvolgere sempre più visitatori».

Ne è certo Andrea Camilli (Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per Pisa e Livorno) tra i relatori dell’incontro di ieri pomeriggio al museo archeologico in Cittadella. A chiusura di un anno importante per i traguardi raggiunti da Parchi Val di Cornia SpA, questo appuntamento intitolato “Le terme dell’acropoli di Populonia. Uno straordinario bene comune per lo sviluppo del parco e del territorio”.

Conferenza, a cura di Stefano Camporeale e Cynthia Mascione (Università di Siena) con, appunto, Camilli per la Soprintendenza. Presente il sindaco, Francesco Ferrari e la responsabile Parchi e musei della Val di Cornia, Silvia Guideri. Periodo di bilanci.

«Una settimana fa – ricorda Guideri – eravamo con Camilli a Villa Lanzi a raccontare un importante risultato della ricerca per tutela e valorizzazione del sotterraneo del parco di San Silvestro, oggi siamo qui a presentare un altro step del parco di Baratti Populonia. Storia che comincia dalle scelte lungimiranti delle amministrazioni per la pianificazione coordinata, dalle battaglie del ministero per la tutela di quell’immenso patrimonio, dai primi interventi di ricerca anche con Antonella Romualdi che è stata un punto di riferimento per tutti noi. Fino alla nascita del parco nel’98, fino ad arrivare a quell’organico e complesso progetto di ricerca che a partire dai primi Duemila ha visto operare in sinergia il ministero per i beni e le attività culturali, numerosi dipartimenti Universitari italiani, il Comune di Piombino e la Parchi Val di Cornia, che grazie a finanziamenti statali e a fondi europei – sottolinea –, hanno saputo determinare un processo unico e consequenziale tra ricerca-consolidamenti e restauri-fruizione delle aree archeologiche per l’effettiva valorizzazione. Progetto multidisciplinare di archeologia del paesaggio e di archeologia orientata alla fruizione, quell’archeologia pubblica che qui si pratica da sempre».

Tre anni fa il finanziamento regionale da destinare a Piombino, come uno dei “Grandi Attrattori Culturali” sul tema delle città etrusche. Le campagne di scavo svolte tra il 2018 e il 2019 che hanno coinvolto in tutto 30 persone (fra cui 25 studenti delle Università di Siena e Toronto che svolgono così i loro tirocini formativi) e si sono concentrate in due aree di specifico interesse: alla base dell’edificio delle Logge, dove iniziano ad emergere poderosi resti di edifici più antichi, rispetto a quelli oggi visibili, e a monte del terrazzamento delle Logge, dove già tra 2000 e 2001 era stata individuata l’esistenza di un complesso termale (referenti Camporeale e Mascione). «L’area archeologica di Populonia – commenta il sindaco Ferrari – è una risorsa importante in termini di attrattiva turistica, oltre che un sito unico al mondo: le scoperte dell’ultimo anno sono eccezionali, ci danno nuovi importanti dati per conoscere ancora più approfonditamente la civiltà da cui il nostro territorio si è sviluppato». La (nostra) storia sempre più preziosa e pure di possibile, notevole utilità. —

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