Sicurezza
Imu e Tari, valanga di avvisi per controllare i pagamenti
Il gruppo Uniamo Suvereto vuole vederci chiaro con un accesso agli atti Solignani: «A carico dei concittadini un onere che forse si poteva evitare»
suvereto. «Da novembre una valanga di accertamenti tributari ha travolto i cittadini suveretani. L’amministrazione comunale, tramite la società cui è stato appaltato il servizio, ha notificato avvisi di accertamento relativi al pagamento delle imposte Imu e Tari per gli anni dal 2014 al 2018». A tracciare il quadro è la capogruppo Cristina Solignani di Unire Suvereto, che stima circa 700 avvisi che riguarderebbero il mancato o minore pagamento d’imposte.
«Destinatari di questi accertamenti sono veri evasori, ma anche molti cittadini che hanno pagato regolarmente e hanno dovuto esibire le ricevute agli uffici, con file e code annesse – dice Solignani –. Coinvolti anche molti che, pur sicuri di avere corrisposto quanto dovuto, non sono stati in grado di esibire la ricevuta, soprattutto per gli anni più lontani, e ai quali è stato riferito di rivolgersi a consulenti, patronati o associazioni di categoria per ricercare i pagamenti all’Agenzia delle entrate». Che aggiunge: «Molto lo sconcerto e in alcuni casi anche lo spavento, tanto che alcuni soprattutto anziani, all’arrivo dell’accertamento hanno comunque provveduto a pagare quanto richiesto per non avere problemi».
Il gruppo Uniamo Suvereto ha raccolto varie testimonianze e ha cercato di comprendere la tipologia degli accertamenti. «Parrebbe che quanto alla mancata registrazione di pagamenti, soprattutto Tari, vi sia stato un problema di mancato riconoscimento delle ricevute, che vengono scaricate dal programma di gestione dell’amministrazione – afferma Solignani –. In altri casi, per l’Imu, gli accertamenti sarebbero dovuti a un mancato aggiornamento della banca dati del Comune con quella del catasto, Agenzia del territorio o a differenze di importi. Il condizionale è però d’obbligo e per avere notizie certe, faremo come gruppo consiliare un accesso agli atti per chiedere informazioni su alcune questioni che non convincono e sembrano porre a carico dei molti concittadini un onere che forse si poteva evitare».
Solignani si chiede «come sia stato possibile non porre rimedio prima, anno per anno, a un problema gestionale di riconoscimento delle ricevute di pagamento, se effettivamente di questo si è trattato, magari inserendo i dati manualmente? Peraltro, un accertamento più tempestivo avrebbe consentito ai cittadini di esibire le ricevute, che con il passare degli anni possono essere perse, senza dover ora andare a cercare ricevute nei rispettivi cassetti fiscali. Ciò viene indicato come la più semplice soluzione ma in realtà non lo è soprattutto per le persone anziane, con disagi e inabilità». Che prosegue: «Va benissimo un’azione contro l’evasione, ma porre in essere una verifica indistinta sugli ultimi 5 anni per non incorrere nella prescrizione, quando si sapeva e si era consapevoli, che avrebbe riguardato anche cittadini incolpevoli, significa scaricare su questi ultimi le inefficienze amministrative, con violazione del diritto del cittadino a non subire le conseguenze di un atto amministrativo invalido». –
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