Il Tirreno

il caso rimateria 

Avviato l’esame delle carte per adeguare la discarica

Avviato l’esame delle carte per adeguare la discarica

Tavolo tecnico in Regione per sciogliere i nodi della diffida che dal 15 novembre ha bloccato i conferimenti di rifiuti

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piombino. Buona la prima. Il confronto tra i tecnici di Rimateria e quelli della direzione Ambiente ed energia della Regione Toscana andrà avanti. Si sono dati di nuovo appuntamento all’inizio del 2020. Obiettivo: creare i presupposti per superare lo stop ai conferimenti di rifiuti in discarica, in vigore dal 15 novembre. Sul tavolo il 20 dicembre sono state messe le carte della diffida regionale che impone alla Società di attuare tutte le azioni e gli interventi necessari a ricondurre la gestione dell’impianto nel rispetto delle prescrizioni. Il riferimento è a quanto previsto nel decreto che il 12 aprile ha modificato l’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata nel 2011 dalla Provincia di Livorno. Ed è iniziato l’esame della documentazione che l’azienda ha inviato il 3 dicembre a Firenze, in cui si propone il percorso per superare l’ennesimo impasse.

L’orizzonte di Rimateria, stabilita la continuità aziendale dall’assemblea dei soci del 18 dicembre, resta condizionato dai tempi di ripresa dei conferimenti, ovvero la benzina indispensabile a far girare i motori della società. Ad alimentarli, in queste settimane, è l’iniezione di liquidità dei soci privati Navarra e Unirecuperi. Tanto che sul calendario il presidente Rimateria Francesco Pellati ai rappresentanti sindacali ha detto di cerchiare sul calendario il 15 gennaio, data simbolica per dire che in questo modo non si potrà marciare a lungo. Conti alla mano, ogni mese di inattività significa un mancato fatturato che sfiora il milione di euro. E ciò dà la misura di quanto lo sblocco dei conferimenti sia legato a doppio filo alla possibilità di attuare tutte le azioni e gli interventi necessari a ricondurre la gestione nel rispetto delle prescrizioni dell’Autorizzazione integrata ambientale.

L’azienda tuttavia non è rimasta guardare. La rete dei pozzi per la captazione del biogas, più volte al centro di mancate promesse e conseguenti polemiche, è stata completata. E c’è già stata la verifica sul campo dei tecnici Arpat. Anche le centraline mobili per il monitoraggio della qualità dell’aria, che sono state noleggiate e installate, vengono date in fase di attivazione.

Restano le questioni più complesse e onerose. Il completamento della copertura della discarica ex Asiu, su cui è sarebbero state indicate tempistiche e soluzioni legate alla ripresa dei conferimenti trattandosi di un intervento che richiede dei mesi. Mentre per la regimazione delle acque piovane, opera per cui è necessario definire un accordo per l’attraversamento della conduttura su un terreno di proprietà Jsw Steel Italy. Per quest’ultima il progetto prevede circa 18 mesi di cantiere da affidare con un bando di gara che è dato per praticamente pronto.

Far ripartire i conferimenti significa far riprendere l’attività negli spazi che si trovano tra la discarica ex Asiu e la vecchia discarica ex Lucchini, il cosiddetto cono rovescio. Il progetto Rimateria è uscito dalla a Valutazione di impatto ambientale con numerose prescrizioni. I “volumi della nuova discarica LI53 – si legge nel parere del Nurv – e quelli previsti per il sormonto della ex Lucchini potranno essere autorizzati in AIA per il solo conferimento dei rifiuti derivanti dallo smaltimento dei cumuli già presenti e da attività siderurgica”. I nuovi lotti di discarica nell’area LI53 e nella parte ancora da coltivare della ex Lucchini saranno riempiti solo con rifiuti inorganici e non con rifiuti organici e biodegradabili, responsabili delle maleodoranze per la produzione di biogas. Il gestore è inoltre chiamato, in base alle prescrizioni, a rivedere il perimetro della nuova discarica LI53, “in modo da rispettare la distanza di 500 metri dal centro abitato più vicino”. E questo significherà scendere da un volume complessivo di 2,5 milioni a circa 1,8 milioni di metri cubi. Ma su questo punto è pendente al Tribunale amministrativo regionale della Toscana il ricorso della società contro il Comune di Piombino. Non solo. Prima della realizzazione della nuova discarica dovrà obbligatoriamente essere completata la copertura e la riprofilatura definitiva della discarica di Rimateria. —

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