Sicurezza
Sfregio sulla targa della Lega nella sede di piazza Cavour
Attaccata con la colla una sardina associata a un disegno osceno subito rimosso Marco Landi: «C’è chi predica tanto di democrazia ma poi razzola molto male»
PORTOFERRAIO. Prima una sardina attaccata con la colla. Poi con il pennarello un’aggiunta dal significato inequivocabile. È quanto ha trovato ieri mattina Marco Landi, coordinatore della Lega dell’isola d'Elba, nell’aprire la sede di piazza Cavour, appena i suoi occhi si sono fermati sull’insegna che proprio Matteo Salvini, qualche settimana fa (era il 30 novembre) aveva inaugurato e l’aveva scoperta con plauso dei presenti intervenuti all’evento. Sarebbe forse passato inosservato, se lo stesso coordinatore leghista non avesse postato le foto sulla sua pagina Fb ,e in un attimo le immagini sono divenute virali. Mancanza di rispetto, certo. Maleducazione e scarso senso civico nell’agone politico che invece dovrebbe suggerire riguardo e considerazione nei confronti di chi non la pensa alla stessa maniera. E chi più ne ha, più ne metta. Ma c’è anche quest’altro aspetto da considerare: la propensione alla canzonatura che i toscanacci si portano dietro nel dna, abituati come sono a prendere tutto con molta disinvoltura e con posa serietà. Fatto è che ora la targa è stata diligentemente ripulita. È ritornata come prima ad annunciare ai passanti un po’ distratti che al primo piano di questo storico palazzo c’è la sede della Lega. Ma quanto è accaduto non ha fatto perdere la verve a Marco Landi che ha così commentato le foto pubblicate: «Un bacio grande a chi non ha più la propria identità. A chi si era dimenticato di esistere e trova uno spiraglio di visibilità solo grazie alla Lega e a Matteo Salvini. A chi non ha più il coraggio di esporre le proprie bandiere. Ma soprattutto a chi predica bene contro l’odio per un Paese libero e democratico, ma razzola male, molto male». Seguono poi le frasi di tutti i sostenitori che hanno voluto socializzare con quanto accaduto. L’intervento di Landi si sintonizza a pieno con quanto ha detto sul palco lo stesso Matteo Salvini, nel pomeriggio della sua venuta all’Elba, quando, tra il folto pubblico che riempiva piazza Cavour, fra tutte le teste che svettavano fra i convenuti, Salvini ha notato il dito medio alzato di una ragazza. E lui ha risposto facendo appello ai buoni sentimenti e alla buona educazione e creanza che è il pane quotidiano del vivere in collettività, invitando gli educatori presenti che operano nelle scuole a insegnare l’educazione civica ai giovani. Un episodio increscioso e maleducato certo, quello di ieri, che si chiude. Oggi la targa è lucida, come l’aveva scoperta il leader nazionale della Lega. Targhe prese di mira, quelle della Lega. A Piombino nella nuova sede era stata rubata poche ore dopo che era stata affissa. —
L.C.
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