Il Tirreno

Rimateria, il sindaco Ferrari: «Diremo sempre no ai rifiuti da fuori in discarica»

Rimateria, il sindaco Ferrari: «Diremo sempre no ai rifiuti da fuori in discarica»

Piombino, l’azienda punta al piano industriale originario ma i tempi sono stretti. Duro attacco del sindaco a Ticciati e Bandini: seguono il diktat del loro partito

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PIOMBINO. «La partita di Rimateria non è finita. Ora tocca ai privati e alla Regione decidere come comportarsi. Di sicuro c’è una cosa: continueremo a opporci ai rifiuti provenienti da fuori come chiedono i cittadini di Piombino».. Così il sindaco Francesco Ferrari il giorno dopo la decisione del cda di Rimateria di tornare al piano industriale originario, dopo la bocciatura di quello nuovo da parte dei Comuni di Piombino e Suvereto.

«Il nuovo piano industriale proposto da Rimateria era chiaramente un modo per misurare la determinazione di Piombino e Suvereto – dice Ferrari – Questi Comuni però, che rappresentano la maggioranza dei soci Asiu, hanno votato no al progetto e quindi l’azienda ha semplicemente deciso di rimanere su un terreno conosciuto con un piano già consolidato».

Per il sindaco però è ovvio che «le criticità permangono: le prescrizioni sulla tipologia e la provenienza dei rifiuti imposte dalla Regione sono ancora un limite da rispettare, la discarica non è ancora in sicurezza, motivo per cui i conferimenti nel cono rovescio sono ancora interrotti, e il progetto di raddoppio è ancora sul tavolo in attesa dell’Aia. Il quadro complessivo non è variato, come non varia l’obiettivo della mia amministrazione: impedire che la nostra città diventi un gigantesco polo per i rifiuti». Le criticità, ovvero le prescrizioni a cui si riferisce Ferrari non sono di poco conto, oltre tutto con un orizzonte limitato, data ultima il 15 gennaio 2020 indicata dal presidente Francesco Pellati ai sindacati al termine del cda.

«Apprendiamo con piacere che l’azienda ha rassicurato i lavoratori sul pagamento degli stipendi e delle tredicesime – aggiunge Ferrari – ciò garantisce a quelle famiglie un po’ di serenità e di questo non possiamo che essere felici. I lavoratori, come abbiamo sempre detto, sono vittime in questa situazione, certamente non responsabili. Alla luce di questa buona notizia, però, ci appelliamo alla Regione affinché non permetta lo sblocco dei conferimenti nel cono rovescio finché l’impianto non sarà completamente a norma».

Poi il duro attacco, pur senza mai citarli per nome, ai sindaci di Campiglia e San Vincenzo, Alberta Ticciati e Alessandro Bandini, e al Partito democratico: «C’è chi mi accusa di continuare a fare campagna elettorale sulla pelle dei cittadini – scrive il sindaco in una nota – e di sfruttare Rimateria per un tornaconto politico ma, mi chiedo, chi è che davvero lo sta facendo? La mia amministrazione che quotidianamente studia le carte, emette atti e si impegna per proteggere la città? Noi stiamo mettendo in pratica ciò per cui i cittadini ci hanno accordato la loro fiducia e lo stiamo facendo con la consapevolezza che il nostro impegno segnerà il futuro della città».

Così il sindaco rispedisce «fermamente quest’accusa al mittente, anzi, ai mittenti: proprio quelli che il giorno prima l’assemblea dei soci Rimateria hanno convocato un consiglio comunale urgente per discutere del futuro di una discarica che insiste sul nostro territorio comunale, non il loro, con cui i nostri concittadini devono convivere, non i loro. Una discarica voluta dal loro partito e che continuano a difendere per mera appartenenza, per seguire i diktat di quella politica colpevole del disastro ambientale che noi stiamo combattendo». —



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