Il Tirreno

monteverdi e val di cecina 

Dopo tanti ritardi la videosorveglianza inizia ad attivarsi

Giorgio Piglia

Il progetto ha subìto numerosi rallentamenti in questi mesi Circa ottanta impianti per la sicurezza di quattro comuni

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Monteverdi. A maggio erano state installate le prime telecamere, e nel dibattito per il rinnovo del consiglio comunale quella che sarebbe stata la lista vincente aveva avuto buon gioco a zittire gli avversari che invocavano la realizzazione della videosorveglianza: «La stanno installando!». Ma dopo il voto il progetto da circa 900 milioni per mettere sotto costante osservazione le strade di ingresso a Monteverdi, Castelnuovo, Montecatini e Pomarance subì un improvviso stop; e a quel punto chi in precedenza era stato zittito ebbe a sua volta l’imput a riattizzare la polemica. Da quei giorni sono trascorsi alcuni mesi e da qualche settimana il progetto di videosorveglianza ha ripreso a camminare spedito, e marcia verso il compimento, salvo imprevisti meteo, alla fine di febbraio-marzo. A quel punto saranno trascorsi 5 anni da quando si cominciò a parlarne sul Tirreno. Un tempo inaspettatamente lungo, solo in parte responsabilità della burocrazia: hanno giocato contro vari altri fattori, come la difficoltà di conciliare le esigenze dei singoli comuni all’interno di una rete Gps, posizionamenti di telecamere non previste dal progetto iniziale, il rifiuto del progettista di accogliere le modifiche e la sua rinuncia a proseguire e conseguente ricerca-nomina di un nuovo tecnico. L’opera viene finanziata con fondi erogati dal Cosvig, il consorzio della Regione per lo sviluppo della geotermia, e risorse dei bilanci comunali, quindi con approcci diversi, a seconda delle disponibilità di ciascun ente: tempi e modalità di approvazione degli stanziamenti sono stati oggettivamente un’altra causa di rallentamento. Comunque sia, si arriva a chiudere il cerchio nei primi mesi di quest’anno: la gara d’appalto è fatta, la direzione lavori è assegnata, responsabile unico del procedimento è il comune di Monteverdi. Si può iniziare. Finalmente compaiono qua e là le prime postazioni: due “occhi” per ciascuna, una telecamera osserva e registra il contesto, un’altra “fotografa “ le targhe. Ne dovranno essere installate, a coppie di due, un’ottantina, alcune fissate a muri e sostegni esistenti, altre a 14 nuovi pali da installare lungo strade della Provincia di Pisa.

Siamo all’inizio dell’estate, ed è a questo punto che sorge un ulteriore intoppo: si “scopre” che le autorizzazioni all’impianto dei nuovi pali sono nel frattempo scadute, ne vanno richieste di nuove, così passeranno altri mesi. Sui cartelloni affissi in luoghi pubblici con i costi dell’appalto e i nomi di chi dirige e realizza l’opera ha l’effetto di una beffa la data del fine lavori: luglio 2019.

Ora le nuove autorizzazioni sono arrivate e i tecnici del Gruppo Simtel, vincitore dell’appalto, sotto la direzione dell’ing. Piero Olivieri di San Miniato hanno ripreso a posizionare pali di sostegno e coppie di telecamere. Se tutto va bene, a marzo 2020 la rete di videosorveglianza sarà finalmente attiva: con la gestione centralizzata della Compagnia carabinieri di Volterra e il controllo locale delle singole stazioni dell’Arma e delle polizie comunali. —

Giorgio Piglia

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di Redazione web