Sicurezza
La solidarietà porta in ospedale il casco per i malati oncologici
Raccolti 47mila euro: permetterà di limitare o evitare la caduta dei capelli per chi si sottopone alle cure chemioterapiche. In tanti hanno contribuito
portoferraio. Hanno deciso di volare alto ed alla fine ce l’hanno fatta perché quella che sembrava una missione praticamente impossibile è stata portata a termine. L’associazione Diversamente Sani è riuscita ad acquistare il casco anticaduta capelli per i malati oncologici che si sottopongono alla chemioterapia. Per la precisione 46.683 euro e 63 centesimi raccolti in tre mesi grazie a donazioni di associazioni e cittadini elbani che hanno contribuito a questa importante progetto per chi deve affrontare la lotta quotidiana contro il cancro. «Sapevano quanto era ambizioso questo progetto ma tutte le persone che hanno contribuito ci hanno creduto fino in fondo come noi e ci anno permesso di realizzarlo» ha detto Virginia Campidoglio dell’associazione Diversamente Sani durante la conferenza stampa convocata al quarto piano dell’ospedale di Portoferraio, ieri, per presentare il macchinario. Il Paxman, questo il nome dell’apparecchio, potrà aiutare molte donne a sopportare la terapia . «Perdere capelli è un rimando continuo alla malattia – come ha spiegato l’oncologa Elisa Biasco presente insieme al coordinatore dell’ospedale Bruno Maria Graziano - e questo macchinari è molto importante dal punto di vista psicologico». Il casco consente di prevenire l’alopecia causata da infusione chemioterapica, e consente di migliorare l’approccio quotidiano per chi affronta la lotta quotidiana contro il cancro. Agisce tramite vasocostrizione, ha due cuffie che si mettono sulla testa della paziente, congelando i vasi sanguigni in modo che il farmaco arrivi in basse percentuali . Non ha controindicazioni e la media di riuscita si aggira tra il 60 e il 70%. A seconda del farmaco che si utilizza può arrivare a punte del 90%, come scendere al 38%. Ma comunque permette alla donna di affrontare in modo migliore le cure e “vivere la malattia in modo diverso” come ha sottolineato Flavio Bernini, responsabile commerciale dell’apparecchio, presente in toscana in 9 ospedali e in 60 in tutta Italia. Alla conferenza anche il vicesindaco di Portoferraio, Luca Baldi, che ha seguito il progetto dell’acquisto del casco fin dall’inizio, presente con soddisfazione alla “chiusura del cerchio”. Anche l’Azienda sanitaria Toscana Nord Ovest e la Regione Toscana sono state a fianco dell’associazione in questo progetto. «Vogliamo ringraziare tutta l’Elba e tutto il personale dell’ospedale – ha terminato Edi Papi, presidente dalla onlus –. Per noi niente è impossibile e vogliamo continuare a combattere per cambiare volto al cancro». —
Antonella Danesi
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