Gioco
Stoccati da anni ora gli 8 cassoni dell’ex Concordia lasciano il porto
Pim affida a Bertocci il sollevamento e la movimentazione I maxi blocchi destinati in un porto turistico in costruzione
Monumento a un’occasione sfumata. Il sogno di portare a Piombino la demolizione del relitto della Costa Concordia, svanito a vantaggio di Genova. Quei dodici i cassoni arrivati alla fine di febbraio 2017 in porto furono utilizzati per consentire il galleggiamento della nave nel viaggio verso le coste liguri. E da allora sono rimasti stoccati dalla società Piombino industrie marittime (Pim) in attesa di avviarli a demolizione oppure riciclarli e utilizzarli per altre lavorazioni. Alti come un palazzo di 22 metri quei maxi blocchi di oltre 400 tonnellate, larghi 10,5 e profondi 11,3 metri, tornano a rappresentare un’opportunità. Significano lavoro. E valgono una boccata d’ossigeno per la Bertocci Montaggi Srl incaricata da Pim di realizzare i sistemi di sollevamento per la movimentazione dei primi otto cassoni. Ma sono anche un modo per creare una relazione industriale tra le due realtà.
Finalmente qualcosa inizia a muoversi sulle nuove banchine del porto. Pim è la società costituita dai cantieri genovesi San Giorgio del Porto e dal Gruppo livornese Fratelli Neri a cui fa capo il progetto industriale di demolizioni e refitting navale a cui si legano la creazione di posti di lavoro e nuove opportunità per le aziende dell’indotto. Tra queste l’assegnazione alla Bertocci Montaggi Srl della commessa per la movimentazione dei primi otto cassoni della Costa Concordia. L’attività è già in corso e dovrebbe concludersi nell’arco del primo trimestre del 2020. «Abbiamo acquisito questa ed altre commesse che ci danno un po’ di visibilità – dice Massimiliano Spagnesi, in qualità di membro del consiglio di amministrazione della Bertocci Montaggi Srl –. Nel frattempo, si è tenuto il tavolo di crisi in Regione per rinnovare la richiesta per la cassa integrazione per le aree di crisi complessa per un anno».
L’attività per conto di Pim consiste nella realizzazione di adeguate strutture di sollevamento che consentiranno di sollevare e ruotare otto cassoni dalla posizione verticale in cui si trovano adesso a quella orizzontale per procedere al varo in mare dei primi quattro che verranno trasportati per essere riutilizzati in un nuovo porto turistico in costruzione nello spezzino.
«Nei giorni scorsi ho incontrato l’amministratore delegato di Pim Valerio Mulas e sono lieto di poter annunciare questa nuova commessa che apre a una importante collaborazione tra Bertocci e Pim, restituendo lavoro e linfa vitale alla nostra azienda. La collaborazione non può che ripercuotersi positivamente su tutto il territorio».
Già in questi giorni i tecnici della Bertocci Montaggi hanno iniziato le attività di verifica dei cassoni per poter procedere con le opere di installazione delle carpenterie necessarie al sollevamento e alla rotazione di quei maxi blocchi in metallo. «Intervenire su questi cassoni e liberare il porto di Piombino dalla loro ingombrante presenza è per la nostra azienda un evento colmo di significati – prosegue Spagnesi –. Ricordo che nel luglio del 2012, a seguito del luttuoso evento che vide coinvolta la Costa Concordia, la nostra azienda è stata tra le prime a salire a bordo della nave tragicamente naufragata, per iniziare le attività di rimozione dello scoglio rimasto incastrato sulla fiancata sinistra dello scafo». Che aggiunge: «Da allora abbiamo ininterrottamente operato in mare e a terra, sulle banchine di Piombino e sulle numerose imbarcazioni che si sono succedute nelle operazioni per consentire al relitto di galleggiare nuovamente». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google