Il Tirreno

Sindacati: a Rimateria basta col ping pong, serve un’assunzione di responsabilità

Manolo Morandini
Sindacati: a Rimateria basta col ping pong, serve un’assunzione di responsabilità

In cassa non ci sono più soldi, il 20 niente tredicesime  Oggi i consigli comunali di San Vincenzo e Campiglia 

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«Interlocutorio». Così viene bollato dai rappresentanti sindacali il tavolo su Rimateria che si è tenuto ieri in Regione, alla presenza dell’assessore all’Ambiente Federica Fratoni e Gianfranco Simoncini, consigliere del presidente Enrico Rossi per il Lavoro e le crisi aziendali.

La nebbia resta fitta sul futuro dell’azienda alla vigilia del consiglio di amministrazione in cui i soci sono chiamati a valutare «la sussistenza della prosecuzione dell’attività sociale», per dirla con le parole del Cda.

Al tavolo anche l’assessore al Lavoro di Piombino Sabrina Nigro, il presidente di Rimateria Francesco Pellati e i rappresentanti nel Cda dei soci privati Unirecuperi Srl e Navarra Spa.

I segretari di Cgil, Cisl, Uil e degli autonomi Fiadel invitano a uscire dal «ping pong per un’assunzione di responsabilità». E rinnovano al sindaco di Piombino Francesco Ferrari la richiesta di un incontro con i vertici di Rimateria per «un rapporto più equilibrato tra il Comune e la sua partecipata». Chiedono garanzie per l’occupazione e di fare il possibile per la tutela dell’ambiente. «Finché i 45 dipendenti saranno al lavoro l’impianto e la discarica sono sorvegliati e mantenuti in sicurezza – dicono i rappresentanti sindacali – altrimenti diventeranno un altro dei problemi ambientali di questo territorio». Garantito il pagamento degli stipendi il 10 dicembre a quanto risulta al Tirreno nelle casse dell’azienda non ci sono le risorse per garantire ai lavoratori il pagamento della tredicesima, previsto il 20 dicembre. Di soldi all’azienda, dopo la diffida regionale, non ne entrano da quasi un mese. Senza i conferimenti il motore della macchina si è fermato. È in panne. Potrebbero mancare anche i soldi per la gestione delle attività ordinarie, come lo smaltimento del percolato.

Al tavolo fiorentino è stato fatto il punto sullo stato dell’arte in rapporto alla diffida. La rete dei pozzi per la captazione del biogas è stata completata e le centraline mobili per il monitoraggio della qualità dell’aria sono installate. Restano le questioni più complesse e onerose: il completamento della copertura della discarica ex Asiu e la regimazione delle acque piovane, opera per cui è necessario definire un accordo per l’attraversamento della conduttura su un terreno di proprietà Jsw Steel Italy. Negli uffici della Regione dal 3 dicembre Rimateria ha inviato una proposta di cronoprogramma per la messa a norma della discarica. Documentazione il cui esame è iniziato solo il 12 dicembre. Quello che è chiaro dalla Regione è che ci si attendono degli avanzamenti concreti per poter dare un nuovo via libera ai conferimenti dei rifiuti in discarica. E su questo i sindacati auspicano un incontro a breve tra Regione e azienda.

Il cortocircuito è stato innescato il 5 dicembre dall’assemblea dei soci di Asiu Spa in liquidazione, dove Ferrari e la collega di Suvereto Jessica Pasquini hanno respinto le ipotesi di un nuovo piano industriale illustrate dai vertici di Rimateria per voce del presidente Pellati, che si limiterebbe a utilizzare cono rovescio della discarica ex Asiu, riqualificazione e rialzo della ex Lucchini, con rifiuti speciali a ridotto contenuto odorigeno, messa in sicurezza delle due e bonifica della discarica abusiva LI53. Una variabile che balla però sono i volumi di rifiuti autorizzati. In scia a quel voto lo stesso giorno è seguito il consiglio di amministrazione di Rimateria Spa, che ha aperto a più di uno scenario. Cda che torna a riunirsi domani. Riflettori puntati sul liquidatore Asiu Barbara Del Seppia, che siede nel Cda Rimateria, a cui non si può chiedere di agire diversamente dal suo mandato, un incarico tecnico in cui la politica in questa fase non ha ruolo. E per comprendere quale sia la portata di questa condizione è sufficiente rileggere la nota del Cda di Rimateria del 5 dicembre. «La liquidatrice ha dichiarato che nell’interesse di Asiu Spa e di Rimateria si adeguerà – si legge – a quanto previsto dalla normativa in materia e dal mandato a suo tempo ricevuto dall’assemblea straordinaria di Asiu del 2016». Tradotto: il punto di riferimento per il liquidatore Asiu, al netto dei doveri di legge, è il Piano di liquidazione, approvato dall’assemblea dei soci il 2 febbraio 2017, con cui chiudere una società tecnicamente fallita.

Oggi, in contemporanea, alle 18,30 il sindaco Alessandro Bandini a San Vincenzo e la collega Alberta Ticciati a Campiglia hanno convocato i consigli comunali in seduta urgente per l’approvazione dell’atto di indirizzo strategico sul progetto Rimateria. Un passaggio in cui contano di mettere nero sui bianco quanto affermano da mesi a favore di quel progetto che ha ottenuto la valutazione di Via regionale. —

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