La protesta
L’eccellenza che fa scuola del Parco archeominerario
campiglia. «Il provvedimento di tutela emesso è assolutamente innovativo e ne siamo molto orgogliosi. La tutela non deve essere vista come la cristallizzazione di una situazione, ma come dimostrato dalla società Parchi nella sua esperienza ultra ventennale, deve diventare strumento per realizzare forme di crescita positiva che non distruggono la risorsa». Così Andrea Camilli, Soprintendenza archeologia per le province di Pisa e Livorno a proposito della recente decisione del Ministero per i Beni e le attività culturali che, con decreto 111 del segretariato regionale del 31 luglio 2019, ha dichiarato di interesse culturale sette siti all’interno del Parco archeominerario di San Silvestro.
Il provvedimento del Ministero, su richiesta del Comune di Campiglia Marittima, ricompone oggi l’enorme lavoro di ricerca archeologica, storica e geologica svolto negli anni da Università, associazioni speleologiche e dalla società Parchi. Si tratta di un provvedimento di straordinaria importanza che corona l’ultra decennale lavoro portato avanti dal Comune di Campiglia e dalla società Parchi Val di Cornia, con il contributo determinante della Soprintendenza e dello stesso Segretariato, a partire dallo strategico lavoro di ricerca svolto dal Dipartimento di Archeologia dell’Università di Siena che, sotto la direzione del professor Riccardo Francovich, aveva colto sin dagli anni ‘80 il valore del patrimonio culturale presente nelle colline campigliesi storicamente interessate da attività minerarie.
Il 13 dicembre si è svolta al Parco archeominerario di San Silvestro la 10ª riunione della Rete nazionale dei parchi e dei musei minerari (ReMi) di cui la Parchi Val di Cornia fa parte fin dalla sua costituzione. Ed il provvedimento ministeriale è stato al centro dell’incontro. La ReMi coordinata da Ispra e sostenuta dal Ministero dello Sviluppo economico, nasce nel 2009 con l’intento di creare un forum permanente per lo scambio di informazioni tra le diverse realtà minerarie musealizzate e favorire la fruizione del patrimonio geologico e archeominerario ai fini turistici e culturali.
«Il traguardo raggiunto dal Parco di San Silvestro è molto importante – sostiene Agata Patané, coordinatrice della rete ReMI –. I siti minerari di interesse storico ed etnoantropologico, infatti, sono beni culturali di grande valore scientifico, naturalistico, ambientale e turistico da tutelare ai sensi del Codice Urbani. La catalogazione dei siti di interesse culturale – aggiunge – può svolgere un ruolo determinante nel processo di tutela, conservazione e valorizzazione di queste importanti realtà». E conclude: «Per questo la nostra Rete si pone tra gli obiettivi anche quello di definire uno standard catalografico per i siti minerari finalizzato a ottenere il riconoscimento di interesse culturale». –
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