Sicurezza
Mensa scolastica non pagata, scattano i pignoramenti
CAMPIGLIA. Alcune famiglie non hanno pagato la mensa scolastica: scattano i pignoramenti. Il Comune ha esaurito le strade bonarie per recuperare i crediti vantati: si stima si tratti di circa 20mila euro. Nei giorni scorsi, con determinazione dirigenziale, l’amministrazione comunale ha affidato a una società follonichese, la Magest servizi sas, la conclusione dei procedimenti di riscossione coattiva degli insoluti del servizio di refezione, avviati con precedente determinazione dirigenziale del 25 novembre 2016. Infatti, il debito nei confronti dell’amministrazione comunale risale a precedenti anni scolastici. «Attualmente si devono recuperare – fanno sapere dal municipio - i mancati pagamenti degli anni scolastici 2013/14 e 2014/15. L'affidamento alla ditta riguarda la parte degli utenti che non avevano regolarizzato la loro posizione al ricevimento dei precedenti avvisi emessi dal Comune attraverso lettera raccomandata. Si tratta di circa 26 soggetti (famiglie) che in media devono pagare sui 400 euro ciascuna (dagli 80 ai 1000 euro)». Partendo da questi dati si può quindi quantificare un credito del Comune di almeno 10mila euro all’anno, oltre 20mila in totale. Ma i conti devono ancora essere certificati dagli uffici comunali. In debito sono quei cittadini che negli anni indicati non hanno pagato regolarmente i pasti dei propri figli iscritti alle scuole d’infanzia e primaria (in quegli anni la secondaria non aveva la mensa). La riscossione coattiva scatta quando, dopo ripetuti solleciti bonari, i debitori non pagano. «L'amministrazione comunale - riferisce al Tirreno l’assessore all’istruzione Iacopo Bernardini - intende recuperare i crediti sia per il non trascurabile aspetto finanziario, sia perché ogni cittadino ha diritto ai servizi ma anche il dovere di pagare quanto gli spetta per correttezza verso gli altri utenti, la collettività e l'istituzione. Il danno di servizi non pagati, infatti, si riverbera inevitabilmente sia sulle casse comunali, sia sull'aspetto della corretta convivenza civica. Preme precisare che, comunque, la maggior parte degli utenti sana la morosità dopo il primo sollecito». Per legge, le misure coercitive di recupero crediti possono essere fermo amministrativo dell’auto e pignoramento del conto corrente. —
A.M.
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