Toscana
Sul dissalatore è scontro aperto Il Comune ordina lo stop ai lavori
La giunta Gelsi chiede l’immediata convocazione della conferenza dei servizi: «Atti illegittimi»
CAPOLIVERI. «Procedure illegittime». Così il Comune di Capoliveri definisce le pratiche redatte dalla Regione e dall’Autorità idrica della Toscana per la costruzione del primo dissalatore all’Elba, nonostante le posizioni contrastanti di Capoliveri e Porto Azzurro. E la giunta Gelsi chiede un’immediata convocazione della conferenza dei servizi, per ridiscutere il piano. Poi passa alle vie di fatto. Tutto questo accade a poche ore di distanza dall’approvazione, da parte della giunta regionale, dello “schema dell’accordo di programma” che autorizza l’inizio di lavori del primo stralcio e anche del primo lotto delle opere previste per la realizzazione dell’impianto di dissalazione a Mola. Il Comune ha risposto, ordinando la “sospensione e cessazione immediata dei lavori” che Regione e Ait della Toscana unitariamente avevano concordato di avviare sulla piana. Muro contro muro, dunque. Un ente propone una cosa. L’altro risponde picche.
Era già stato perfezionato perfino lo schema finanziario del primo lotto (12 milioni e 460.692 a carico sia di Ait, sia della Regione), senza però i soldi derivanti dai Comuni elbani (ma l’Ait li avrebbe ricavati dagli utenti stessi). Ma come sono arrivati a questa ordinanza gli amministratori capoliveresi? «Il provvedimento – come si legge nella medesima ordinanza – è stato adottato in virtù dei numerosi profili di illegittimità che risulterebbero nel procedimento e nel progetto di realizzazione del dissalatore». Secondo il Comune progetto e variante dell’impianto sarebbero privi della legittima approvazione, mancando l’autorizzazione paesaggistica e il permesso di costruire indispensabili per la realizzazione dell’opera. Ma non solo. «Secondo il Comune – si legge nel documento – il contenzioso ancora in essere fra l’ente locale e Asa inibirebbe l’esecuzione di qualsiasi intervento fino alla stipula di un accordo di esecuzione concordato con l’amministrazione, escludendo la possibilità di lavori fino a raggiungimento di un accordo fra le parti, al momento non sottoscritto». «Inoltre – aggiungono gli amministratori – dall’esame del verbale della conferenza dei servizi e dai pareri inviati dagli enti non presenti alla Conferenza, è stato accertato che non sarebbe ancora stato preso in considerazione l’impatto che la variante urbanistica potrebbe avere sia con il piano operativo regionale di protezione civile, sia con il piano comunale di protezione civile approvato dal Comune». È per questo che l’amministrazione comunale capoliverese ha invitato l’Autorità idrica ad assumere le necessarie determinazioni in via di autotutela concernenti l’annullamento del decreto di approvazione del progetto. —
Luigi Cignoni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
