Gioco
Una grande calza imbevuta di resina e le fognature sono come nuove
Via in darsena medicea al maxi intervento di Asa ed Ecoris La condotta sarà sostituita senza rompere un metro di asfalto
Una calza gigante in tessuto plastico imbevuta di resina e poi pompata nella condotta fognaria della Calata. L’aria calda cuoce e spinge il materiale che poi, dopo aver aderito alla vecchia condotta, si raffredda e assume consistenza, finendo per sostituire la vecchia tubazione. Tutto questo senza rompere un metro quadrato di pavimentazione nel cuore della darsena medicea di Portoferraio.
Si chiama relining e in parole povere è la tecnologia all’avanguardia scelta da Asa per sostituire e potenziare la condotta fognaria di Portoferraio, in modo da prevenire rotture e limitare il fenomeno dell’intrusione dell’acqua di mare. Ieri mattina, nell’area del Molo Gallo, sono iniziati i lavori condotti da Asa, presente con i suoi addetti e il responsabile del settore depurazione per l’Elba Giulio Paoli, e dall’azienda Ecoris di Viareggio, specializzata nel risanamento delle tubazioni senza opere di scavo. Già nei giorni scorsi Asa, con la collaborazione della ditta Autospurghi elbani, è intervenuta in calata per ripulire la condotta fognaria e, quindi, per prepararla all’intervento di potenziamento con la maxi calza imbevuta di resina, quella che sarà la sua nuova “pelle”. Ieri mattina, invece, sono partiti i lavori per la realizzazione del primo tratto della condotta che si snoda lungo la calata Mazzini. All’inizio dell’anno Asa conta di portare a termine la sostituzione di tutta la tubazione della darsena, fortemente voluta dal presidente Nicola Ceravolo.
I lavori di posa della calza hanno attirato l’attenzione di numerosi passanti. Intorno alle 10,30 gli addetti Ecoris e di Asa sono all’interno di uno dei camion della ditta versiliese. La grande calza di materiale plastico viene imbevuta di resina e preparata dunque ad essere immessa e pompata con l’aria all’interno della condotta fognaria. L’operazione richiede un po’ di tempo. Si parte con un tratto di condotta di una trentina di metri, una sorta di intervento pilota, a cui seguiranno altre operazioni programmate nei prossimi giorni. «In questo modo possiamo preparare la calza necessaria a coprire tratti di oltre 130 metri – racconta uno dei tecnici di Ecoris – la preparazione è la stessa, ci vuole solo un po’ più di tempo». Passano pochi minuti e gli addetti della ditta specializzata iniziano a srotolare la calza imbevuta di resina, come fanno le vecchie in cucina quando stendono la pasta fresca. A seguire le operazioni c’è anche l’assessore all’urbanistica del Comune di Portoferraio Idilio Pisani. La grande calza, poco dopo, sarà collegata alla macchina che “cuocerà” il materiale e lo spingerà lungo la conduttura fognaria da uno dei pozzetti aperti sulla strada. Si tratta di una vera e propria sostituzione della condotta, che tuttavia sarà indolore per l’asfalto e l’arredo urbano della calata. Una condotta nuova, dunque, più resistente e con le difese alte rispetto al problema, particolarmente sentito nella zona della calata, dell’intrusione di acqua salmastra, vera minaccia per le tubazioni.
La “calza - tubo”, tuttavia, non basterà a risolvere il problema degli allagamenti e della puzza. Questi sono dovuti al fatto che, in varie zone di Portoferraio e in diversi tratti della condotta, vi siano acque reflue miste in ingresso al sistema fognario di Portoferraio. In pratica, in caso di precipitazioni abbondanti, l’acqua piovana finisce nella condotta fognaria, provocando allagamenti di acqua mista a liquami. A tale proposito Asa e Comune di Portoferraio stanno compiendo uno studio per capire come eliminare le interferenze. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
