Gioco
La rabbia dei commercianti: «Senza più il luna park calata Italia è un mortorio»
Esercenti delusi per il trasloco delle giostre nel piazzale del Residence: «È un passo indietro, averle in banchina era un richiamo e un’opportunità»
PORTOFERRAIO. Una levata di scudi dei commerciati di calata Italia per la nuova location del luna park nei confronti dell’amministrazione comunale, ma anche della Capitaneria di porto e dell’Autorità portuale, enti pubblici chiamati in causa da un gruppo di esercenti dell’area portuale. Quest’anno, dopo due anni consecutivi in cui i giochi e le giostre (principale attrazione per giovanissimi e meno giovani) stazionavano sulla banchina di calata Italia, ecco il ritorno all’antico, sul piazzale retrostante al Residence. In pratica il Luna Park quest’anno è posizionato dove risiedeva per anni. «Da ottobre a questa parte – ricostruisce al Tirreno Roberto Damiani, titolare del “Caffè del Porto”, il principale portavoce del malcontento dei commercianti di calata Italia e dintorni – assistiamo al rimpallo delle responsabilità. Nessuno si assume la responsabilità del cambio di posto. Nessuno ha colpa della sostituzione. Averlo invece in banchina per noi sarebbe stato un grosso richiamo e un’opportunità in più per le attività degli esercizi commerciali che insistono nell’area del porto».
Perché da ottobre, come riferisce Damiani? Perché proprio alla fine di questo mese era giunta all’ufficio protocollo della Biscotteria una lettera firmata dai commercianti, in cui si chiedevano le ragioni del cambio di location. Richiesta peraltro sottoscritta, oltre al Caffè del Porto, dal Caffè ‘Lo Spuntino’, Top me, Giancarlo Gasparri, Douglas Italia, Gocce dell’Elba, Bar Piccadilly, Mary Poppins, Voglia di Sicilia e infine Nautica sport.
«Abbiamo la sensazione – continua sempre Roberto Damiani – di essere dei figli di un Dio minore per i nostri amministratori. Cosa dovremmo pensare dopo questa decisione che ci riporta indietro? Che in calata Italia non saranno mai organizzati degli eventi in grado di attirare persone e che tutto ciò che si organizzerà avrà luogo in centro storico, mai da noi? Eppure siamo la porta dell’Elba. Dovremmo godere di un buon arredo urbano. Invece guardatevi in giro: non c’è luminaria, i lampioni funzionano a intermittenza, non c’è niente che possa farci capire dell’imminenza del Natale, se togliamo gli addobbi alle nostre vetrine e i tappeti rossi alle entrate dei negozi».
La sensazione provata dagli esercenti dell’area portuale è di non ottenere la stessa attenzione rispetto ai colleghi di altre zone della città medicea. E il Luna Park che cambia sede, secondo loro, lo dimostra. «Quando abbiamo intuito che questo sarebbe stato l’andazzo – aggiunge Damiani – abbiamo inviato la lettera in municipio. Il risultato finale? Lo possono constatare tutti com’è finita la storia. Il Luna Park se ne è tornato al Residence».
Probabile che abbia pesato l’approdo anche d’inverno della Blu Navy? «Ma le operazioni d’imbarco e sbarco – ci dice Moreno Bonini del bar Piccadilly – possono essere sbrigati usufruendo della stessa banchina dell’Alto Fondale. Dal 6 dicembre fino alla metà di gennaio il quartiere viveva con luci, colori, musiche e tanti giovani che venivano qui a divertirsi, vera linfa per le nostre attività». «Il Luna Park era per noi un valore aggiunto – conclude Cristina Giacomelli di ‘Amapola Isola d’Elba’ – Portava allegria oltre a trasmetterci l'atmosfera delle festività natalizie». —
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