Gioco
«Piano industriale in netto contrasto con le prescrizioni della Regione»
PIOMBINO. «Un piano industriale in netto contrasto con le prescrizioni della Regione che impongono la provenienza dal ciclo siderurgico dei rifiuti da conferire a Rimateria, non dovrebbe essere neppure in discussione». È quanto affermano, in una congiunta, le liste Gruppo 2019, Assemblea Popolare Suvereto, San Vincenzo Futura, Fi - Udc - Civici popolari liberali, Lista Ferrari sindaco, Lega Salvini Premier, Ascolta Piombino e Lavoro & Ambiente. L’oggetto del contendere è il piano industriale di Rimateria, bocciato dal sindaco Francesco Ferrari nel corso dell’ultima assemblea dei soci Asiu.
Le liste definiscono «ben strano» il comportamento del liquidatore che annuncia come a prescindere dal mandato ricevuto, «si esprimerà come ritiene opportuno ovvero come vuole la minoranza dei soci – spiegano nella nota – perché si riunisce e cosa discute a fare l'assemblea se il liquidatore si orienta secondo il mandato del 2016?».
I firmatari della nota ricordano l’importanza della posta in palio. «Non solo l’effettiva possibilità di svolgere le bonifiche in quel pezzetto di Sin delle discariche ex Lucchini, si tratta di poter costruire un progetto credibile di bonifica dell’intero Sin che siamo convinti non possa essere trasformato in un altipiano di rifiuti provenienti da tutt’Italia, si tratta di porre le basi per il completamento infrastrutturale, per la creazione di aree a servizio delle imprese e di nuovi settori economici che Piombino e la Val di Cornia dovrà attrarre, si tratta di qualificare questo territorio come esperimento pilota per la rigenerazione di un tessuto economico logoro quando non perduto».
Per questo motivo le liste schierate con la posizione assunta da Ferrari «le posizioni espresse dal PD sono inqualificabili – aggiungono – Ribadiamo, dati alla mano, che Rimateria è servita non a bonificare ma a importare rifiuti, un’operazione che non ha certo arricchito il territorio. In compenso non un metro quadro di suolo è stato bonificato e si è “dimenticato” di acclarare le responsabilità della voragine lasciata dall’Asiu. I rischi che oggi affrontano i lavoratori di Rimateria sono figli delle scellerate decisioni di quel partito e non si risolvono al di fuori della risoluzione dei problemi di questa comunità e di questo territorio». Per le liste serve coesione politica e sociale «per fare della questione piombinese un’emergenza nazionale». «L’Asiu non opera più da quattro anni – concludono – e i sintomi della crisi erano ben evidenti da tempo, resta solo da intimare un po’ di decenza da parte di chi ha creato questi problemi. Se non riuscite ad operare per il bene della comunità convergendo su un progetto per la Val di Cornia, tacete, non sarà la vostra ipocrisia a farvi recuperare consensi». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google