Il Tirreno

Associazioni e volontari mobilitati a Rimigliano per liberare la spiaggia da plastica e altri rifiuti

Irene Di Brino
Associazioni e volontari mobilitati a Rimigliano per liberare la spiaggia da plastica e altri rifiuti

Wwf, Legambiente, Amici di Vittorio, Centro Guide e Società Parchi in prima linea dopo che le mareggiate hanno portato di tutto sul litorale 

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SAN VINCENZO. Cotton fioc, tappi, cannucce, bottiglie e mozziconi di sigarette. Ma anche involucri in nylon per alimenti, cartucce, cassette in polistirolo, pezzi di tubature e, inaspettatamente, una gran quantità di stick monouso per analisi diabetiche in plastica non riciclabile. Questa è solo una breve lista di ciò che i volontari hanno trovato e raccolto sulla spiaggia di Rimigliano nel pomeriggio di ieri. Un appuntamento per la pulizia della spiaggia organizzato da Wwf Livorno, Legambiente Valdicornia, Legambiente Costa Etrusca, Amici di Vittorio, il Centro Guide Costa Etrusca e la Società Parchi Val di Cornia e patrocinato dai Comuni di San Vincenzo e Piombino.

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I volontari che si sono presentati agli ingressi 4 e 5 del parco di Rimigliano hanno trovato sacchi e guanti ad aspettarli e si sono subito messi al lavoro.

Tra loro, molte giovani mamme, come Alessandra, venuta da Suvereto portando con sé i suoi due bambini, per insegnare loro l'importanza della tutela del territorio e del mare; alcuni turisti abituali come Elisabetta ed Elio, rispettivamente di Milano e Pistoia, che da molti anni passano le loro vacanze estive a San Vincenzo e sentono di dover contribuire al mantenimento del suo patrimonio naturale, e giovani sanvincenzini come Alessio, che a sedici anni è già un volontario Wwf e spera di essere d’esempio per i suoi coetanei. Al calare del sole, i sacchi sono stati radunati dagli organizzazioni e caricati sul pick up messo a disposizione dalla Parchi Val di Cornia, per poter poi essere smaltiti. «Oltre a ciò che lasciano i bagnanti durante i mesi estivi - racconta Silvia Ghignoli, guida ambientale ed escursionistica – abbiamo trovato tanti rifiuti legati alla pesca e alla campagna. Fili, ami, cassette di plastica o polistirolo e involucri di nylon che rimangono nei fossi vicini ai campi e, attraverso i corsi d'acqua, finiscono irrimediabilmente nel mare».

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Ma ciò che impressiona, al di là dei rifiuti di grandi dimensioni, è l’enorme quantità di microplastica visibile tra la poseidonia. Come spiega Michele Bacci, volontario Wwf, questi piccoli pezzi finiscono per essere ingeriti dai pesci e causano grandi problemi all'intero ecosistema marino. Il lavoro di tutela dell’ambiente e del mare deve quindi partire dal quotidiano. Azioni come quella della pulizia della spiaggia sono fondamentali ma ancora più importante è la prevenzione che ognuno di noi può fare ogni giorno. «Il nostro scopo – racconta Stefano Gualerci, responsabile Wwf – è anche di sensibilizzare ragazzi e adulti sulla tematica ambientale. Ci sono tanti piccoli comportamenti quotidiani che si possono adottare e che alla lunga possono fare la differenza. Il clima internazionale, con il movimento di Greta Thunberg e l’ondata di attenzione sul tema, ci sembra favorevole ad un cambiamento della mentalità e speriamo di vedere sempre più persone ad iniziative come questa ma anche che ognuno cerchi di fare in modo che di plastica sulle spiagge ne arrivi sempre meno». —

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