Sicurezza
Presidio dei dipendenti sotto al Comune
L’11 dicembre i rappresentanti sindacali sono convocati dal sindaco Ferrari. Stipendi: confermato il pagamento
Presidio dei dipendenti Rimateria alle porte del Palazzo comunale. Ai sindacati è arrivata la convocazione del sindaco di Piombino Francesco Ferrari per la mattina di lunedì 11 dicembre. I rappresentanti sindacali annunciano che in via Ferruccio non si presenteranno da soli. «Faremo un presidio sotto gli uffici comunali – dicono a una sola voce i segretari Cgil, Cisl, Uil e degli autonomi Fiadel –. Nell’occasione chiederemo a Ferrari garanzie per l’occupazione e di fare il possibile per garantire la tutela dell’ambiente. Finché i 45 dipendenti saranno al lavoro l’impianto e la discarica sono sorvegliati e mantenuti in sicurezza, altrimenti diventeranno un altro dei problemi ambientali di questo territorio».
Intanto, dopo il cortocircuito innescato il 5 dicembre dall’assemblea dei soci di Asiu Spa in liquidazione a cui è seguito il consiglio di amministrazione di Rimateria Spa, che ha aperto a più di uno scenario, c’è una minima garanzia. «Gli stipendi saranno regolarmente pagati, abbiamo ricevuto conferma dalla proprietà – dicono i sindacalisti –. Se così non fosse stato avremmo avuto tutt’altra situazione».
La misura di un quadro che potrebbe determinare una prospettiva diversa da quella auspicata dai sindaci di Piombino e Suvereto è nelle pesate parole del Cda Rimateria, che al termine della riunione del 5 dicembre sceglie i parlare a una sola voce. Il liquidatore Asiu Barbara Del Seppia si limita ad affermare che il suo è un ruolo tecnico e che «non ha niente di più da dire».
Il punto: i Comuni di Piombino e di Suvereto hanno votato contro la linea di un nuovo piano industriale proposto da Rimateria, che prevedeva la continuità aziendale, mentre i Comuni di Sassetta, San Vincenzo, Campiglia Marittima e Castagneto hanno espresso parere favorevole. Questo è il contesto sul tavolo della società e da cui si deve partire per leggere la nota del Cda Rimateria: «La liquidatrice ha dichiarato che nell’interesse di Asiu Spa e di Rimateria si adeguerà a quanto previsto dalla normativa in materia e dal mandato a suo tempo ricevuto dall’assemblea straordinaria di Asiu del 2016». Tradotto: il punto per Del Seppia non è quanto votato dai soci nell’ultima assemblea, ma la messa in liquidazione volontaria, ovvero cercare di potare alla chiusura della società pagando i debiti sulla scorta del Piano di liquidazione approvato dall’assemblea dei soci il 2 febbraio 2017.
Nell’agenda dei sindacati c’è più di una scadenza. «Nel Cda di Rimateria del 18 dicembre è chiaro che le risposte cominceranno a essere quelle definitive – sottolineano –. Prendiamo atto della posizione di grande responsabilità dei soci nei confronti dei lavoratori e dell’ambiente, perché dopo il voto del sindaco di Piombino avrebbero potuto alzare bandiera bianca e non pagare più nulla».
Ieri è partita anche la lettera di richiesta formale di un incontro alla Regione Toscana. «Serve un tavolo perché vogliamo capire se aprirà ai conferimenti sul cono rovescio per consentire la vita dell’azienda – concludono –. Abbiamo bisogno di due confronti, con il sindaco e la Regione. Da entrambi ci aspettiamo allo stesso modo senso di responsabilità affinché siano garantite l’occupazione e la tutela ambientale». —
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