Gioco
Insieme da ottobre i volontari costruiscono il grande Presepe di piazza del Popolo
In regia l’Associazione Cultura e Spettacolo e l’Unione Ciclistica Anche a Riotorto inaugurazione domani pomeriggio alle 18
il cantiere
cecilia cecchi
Mancano i pastori, 150 metri quadrati di erba. Qualche rifinitura ma, in piazza del Popolo, la magia del presepe (ormai a pieno diritto nella rete delle “Terre di presepi” della Toscana) si respira già. Da fine ottobre, anche questi ultimi giorni prima dell’inaugurazione (domani alle 16), tra martelli, fili elettrici, pompe idrauliche e colori per dipingere anche gli angoli più nascosti, il cantiere è in movimento. Doppia cabina di regia: l’Associazione Cultura e Spettacolo in collaborazione con l’Unione Ciclistica.
Insieme davanti alla capannuccia (grande, come qui un po’tutto) Roberto Fanucci e Alberto Bandini, pensionati il primo Tenaris Dalmine (ci tiene a precisare) e Lucchini, attivissimi. Roberto: «Sono qui da quattro anni – dice –, mi ci ha portato lui (indica Alberto) che ha coinvolto tutta l’Unione Ciclistica. Che si fa? Di tutto, idraulico, elettricista, muratore, quello che non si è fatto mai prima».
Un’occhiata più accurata e si vede l’attenzione con cui si raccontano arte e architettura. «Si comincia coi disegni dopo agosto – ricorda Alberto – quest’anno è nata così l’area coi ruderi antichi. Perché davvero questo presepe cambia ogni anno... fortuna che arrivano nuove leve! Abbiamo cominciato con un piccolo presepe, ora è un capolavoro». Ha ragione. Anche se un mese e mezzo con meno parcheggi non va proprio giù bene a tutti i riotortesi, la bellezza vince su tutto. «Anche a me per tanto tempo non mi è mica piaciuto granché – sorride Nanni Tani – Non sono di nessuna associazione ma poi sai come succede, alla fine mi hanno incastrato... come farebbero ormai per i colori delle scenografie? » . Del gruppo Claudio Fornai (presidente Associazione Cultura e Spettacolo): «Tra le novità – racconta – c’è anche un angolo “ripreso” da una rocca in Umbria, più l’anfiteatro. Nello scenario a. C. un’antica colonna che viene forse dalla chiesa di San Giovanni fuori le mura del Castello di Vignale, ed è di granito dell’Elba».
«La mattina lavorano cinque-sei persone – conferma Maurizio Cianchi – il doppio il pomeriggio. Nel weekend gli artigiani che negli altri giorni non hanno tempo libero». Pensionati, amministrativi, impiegati, persone che magari altrimenti insieme non avrebbero fatto niente, forse alla messa anche no, ma la realizzazione del presepe non se la perde più nessuno.
«La manualità mi è sempre piaciuta – spiega Fausto Matteoni – è sempre bello collaborare a costruire qualcosa per tutti». Mattoncino per mattoncino ad occuparsi del verde dell’anfiteatro Franco Gentili (fuori dai video youtube dedicati agli innesti della vite, ma con la stessa passione che mette in tutto): «Da cinquant’anni qualunque festa o iniziativa del paese ci sono sempre». Insomma a Riotorto, qui, è davvero già Natale. –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
