La manifestazione
«Una decisione giusta, cambiare è necessario»
Ma il sindaco ammette: la partita non è ancora chiusa, in ogni caso va affrontato un nuovo e complesso scenario
piombino. «Ho votato no al nuovo piano industriale: non è stata una scelta facile ma è la decisione giusta, coerente con la volontà della città». Così il sindaco Francesco Ferrari in merito alla posizione espressa nell’assemblea dei soci Asiu Spa in liquidazione, che si è tenuta la mattina del 5 dicembre nel quartier generale Rimateria a Ischia di Crociano.
L’orizzonte che sembra profilarsi è quello che il parere tecnico del Nucleo unificato regionale di valutazione (Nurv), sulla Via al progetto Rimateria, ha voluto scongiurare. Nella relazione finale si legge che “la chiusura dell’azienda metterebbe a rischio le operazioni di bonifica i cui costi quantificati in qualche decina di milioni di euro potrebbero avere significative ricadute sulla spesa pubblica”.
«Il progetto proposto oggi da Rimateria – continua il sindaco Ferrari – prevede il rialzo della ex Lucchini per 450mila metri cubi, invece dei 350mila autorizzati dalla Regione, e il conferimento di rifiuti organici provenienti da fuori, nonostante le prescrizioni contenute nel parere del Nurv: non potevo approvare un progetto con queste caratteristiche». Che aggiunge: «Ciò apre nuovi scenari e altre questioni da affrontare, a partire dal futuro per i dipendenti dell’azienda e dalla messa in sicurezza dell’impianto. Come ho già detto ai lavoratori a conclusione della riunione, non ho preso questa decisione a cuor leggero e sono consapevole delle conseguenze che potrà avere sul loro futuro e su quello delle loro famiglie. Per questo, il Comune si sta già impegnando per trovare delle soluzioni che garantiscano loro un futuro lavorativo: nessuno sarà lasciato solo».
Anche al netto della questione sociale, con i 45 dipendenti messi a casa, resta imprescindibile gestire un sito che non può essere abbandonato al suo destino in attesa di una bonifica. L’orizzonte per la gestione di una discarica chiusa, sigillata emessa in sicurezza, è di trent’anni.
«Permettere un ampliamento della discarica con rifiuti organici provenienti da chissà dove non può essere un’opzione – sostiene Ferrari –. Il mio compito, quello per cui i cittadini di Piombino mi hanno concesso la loro fiducia, è quello di proteggere la città, di garantire un futuro diverso, più sostenibile, e certamente non è acconsentendo all’ampliamento dell’impianto che posso portare avanti questo proposito». Che prosegue: «Abbiamo ereditato un disastro ambientale e finanziario, le cui responsabilità non hanno ancora un nome ma certamente un colore politico. Noi abbiamo una nuova visione per il territorio che parla di turismo e diversificazione dell’economia: cambiare è necessario e la decisione di oggi va in questa direzione». Il sindaco sa bene che «la partita comunque non è chiusa».
A proposito del Cda Rimateria sottolinea: «Alla luce dei risultati dell’assemblea di Asiu, vedrà i soci privati davanti a una decisione da prendere. Qualunque sia il risultato del Cda dovremo affrontare un nuovo scenario altrettanto complesso: lo faccio, però, con la consapevolezza di chi sa di camminare sulla strada giusta». — M.M.
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