Sicurezza
I resti della pulizia dei fossi invadono il cantiere: «Con lo scirocco è così»
«Ok la pulitura dei fossi. Ma i resti dello sfalcio non devono essere lasciati sul posto, bensì tolti dagli argini perché, in caso di acquazzoni, i torrenti se li portano via, ma poi il mare ce li restituisce. Se si fa 30, si compia uno sforzo e si arrivi a 31, raccogliendo le canne tagliate e portandole in discariche attrezzate». L’invito rivolto al consorzio di bonifica è lanciato da Andrea Ulivelli, referente del cantiere nautico Marine Service di viale Teseo Tesei, prendendo lo spunto da quanto è successo di recente nella sede della società. È lui stesso a raccontarlo al Tirreno: «Ogni volta che si verifica l’alta marea e soffia lo scirocco – dice – il nostro piazzale è letteralmente invaso dai resti dello sfalcio dei fossi. Un accumulo di vario materiale che essendo portato dal mare è un rifiuto speciale che deve essere smaltito in un centro attrezzato; in pratica come si fa con le alghe».
E per dare un’idea di come sia la situazione sul piazzale della ditta, Ulivelli ha pubblica sui social una serie di foto che rendono testimonianza di quanto sta dicendo.
«Siamo esposti a scirocco – continua – per cui ogni volta che il vento soffia da sud-est questa è la situazione che si crea al Marine service». Ecco, allora che dalle colonne del nostro giornale Ulivelli lancia l’appello: «La pulizia dei fossi deve essere fatta a dovere. E visto che le spese vengono attribuite agli utenti, per cui sono nostri i soldi con cui si finanzia l’intervento, occorre che non ci si limiti soltanto al taglio delle canne e della vegetazioni spontanea, ma l’intervento debba essere concluso con il conferimento in discarica di quanto è stato tagliato o tolto dai fossi, rami, tronchi di alberi e quant’altro. Ecco – conclude – quanto mi aspetto dal Consorzio».
L’azione intrapresa dal responsabile di Marine Service non sorprende Luigi Lanera, consigliere comunale dell’opposizione a Portoferraio, che da anni solleva il problema dell’abbandono dei resti di taglio delle canne nei fossi.
«Avevo anche suggerito – spiega lanera – la possibilità di trasformare questi rifiuti in pellets da stufa» e annuncia un’interrogazione al sindaco di Portoferraio e agli altri Comuni.
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