Il Tirreno

Del Seppia si smarca Il confine delle norme e il mandato del 2016

Manolo Morandini
Del Seppia si smarca Il confine delle norme e il mandato del 2016

Il Cda Rimateria non scopre le carte, l’orizzonte è il Piano di liquidazione Asiu Lavoratori e rappresentanti dei sindacati in presidio alla sede di Ischia di Crociano

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Cortocircuito annunciato. Il tutto, in due atti. Dall’assemblea dei soci Asiu Spa in liquidazione della mattina al consiglio di amministrazione Rimateria Spa, che si chiude nel tardo pomeriggio. Il risultato, al netto delle posizioni politiche, è da decifrare. C’è più di uno scenario possibile. E soprattutto, restano alcuni punti fermi. Il progetto che ha ottenuto il parere di Via dalla Regione Toscana. La diffida, emessa dagli uffici dello stesso ente, che ferma i conferimenti di rifiuti in attesa della messa a norma dell’impianto.

La misura di un quadro che potrebbe determinare una prospettiva diversa da quella auspicata dal sindaco di Piombino Francesco Ferrari e dalla collega di Suvereto Jessica Pasquini è nelle pesate parole del Cda Rimateria, che al termine della riunione sceglie di parlare a una sola voce. «La società comunica che oggi si è tenuta l’assemblea dei soci di Asiu e che la liquidatrice nell’odierna assemblea di Rimateria ha riferito che i Comuni di Piombino e di Suvereto hanno votato contro la linea guida di un nuovo piano industriale proposto da Rimateria Spa, che prevedeva la continuità aziendale della società, mentre i Comuni di Sassetta, San Vincenzo, Campiglia Marittima e Castagneto Carducci hanno espresso parere favorevole». Questo è il contesto sul tavolo della società. A leggerlo nel piazzale di Ischia di Crociano all’uscita dalla riunione è il presidente Rimateria Francesco Pellati. E non va oltre. Ad ascoltare ci sono molti dei dipendenti e i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e degli autonomi Fiadel, che già annunciano la richiesta d un incontro in Regione.

«La liquidatrice ha dichiarato che nell’interesse di Asiu Spa e di Rimateria si adeguerà – prosegue il Cda Rimateria – a quanto previsto dalla normativa in materia e dal mandato a suo tempo ricevuto dall’assemblea straordinaria di Asiu del 2016». Tradotto: il punto di riferimento per il liquidatore Asiu Barbara Del Seppia non è quanto votato dai soci nell’ultima assemblea. Bisogna riavvolgere il calendario al 28 dicembre 2016. In quella data i soci della Spa, a totale partecipazione pubblica, hanno deliberato la messa in liquidazione volontaria della società e nominato liquidatore l’avvocato Del Seppia. La rotta del suo mandato, al netto dei doveri di legge, è il Piano di liquidazione, approvato dall’assemblea dei soci il 2 febbraio 2017. Il tutto per chiudere una società tecnicamente fallita, con circa 30 milioni di debito di cui 9 milioni per gli accantonamenti post mortem della discarica ex Asiu.

Dove andrà Rimateria? «I soci hanno deliberato, alla luce delle decisioni assunte dall’assemblea di Asiu, di convocare una nuova e definitiva assemblea per il prossimo 18 dicembre al fine di valutare la sussistenza della prosecuzione dell’attività sociale – si legge nella nota del Cda –. Sono attualmente in corso le analisi per provvedere al fabbisogno finanziario immediato della società». Fabbisogno che vede a breve la scadenza per il pagamento degli stipendi ai 45 dipendenti, il 10 dicembre. E per dare gambe ai lavori per completare la messa a norma dell’impianto, dopo lo stop ai conferimenti di rifiuti. L’attività, di fatto, è congelata da metà novembre.

Lo spiraglio per garantire la continuità aziendale resta. Ci sarebbe la disponibilità dei soci privati, Unirecuperi e Navarra. Ci sarebbero i presupposti nel progetto validato dalla Regione Toscana sia nella versione originale che in quella rivista che si limiterebbe a utilizzare cono rovescio della discarica ex Asiu, riqualificazione e rialzo della ex Lucchini, con rifiuti speciali a ridotto contenuto odorigeno, messa in sicurezza delle due e bonifica della discarica abusiva LI53. Una variabile che balla però sono i volumi di rifiuti autorizzati.

Nel caso che lo scenario sia quello di portare i libri contabili di Rimateria in tribunale, resterebbe più di un problema. Intanto, con l’incasso delle fideiussioni le risorse non sarebbero sufficienti per completare la messa in sicurezza della ex Asiu. E rimarrebbe aperta la questione dei 12 milioni di euro che servono per quanto ordinato dal Ministero dell’Ambiente: bonifica della LI53. Ma c’è dell’altro. A questa opzione si accompagnerebbe anche il fallimento di Asiu. —

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