Sicurezza
Gli autisti di bus protestano: "Noi soli a gestire casi difficili per la sicurezza"
I sindacati denunciano il dilagare di comportamenti irrispettosi a bordo: «Dura lavorare nel caos del traffico con passeggeri sempre più agitati»
PIOMBINO. L’ultima protesta era stata quella di uno studente extracomunitario, che insieme con due amici aspettava l’autobus, ma – secondo quanto ha sostenuto – si è scontrato con un autista Tiemme che non voleva caricarne più di due. Altre proteste erano scaturite in passato. Ma le organizzazioni sindacali non ci stanno. Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti intendono chiarire alcuni aspetti «in merito a compiti e doveri a cui gli autisti devono attenersi nello svolgimento del servizio giornaliero alla guida dei bus».. E sottolineano come spesso il personale dei bus deve sopportare la maleducazione e gli sberleffi degli utenti. «A nostro avviso – si prosegue – alcune considerazioni che vengono fatte non sono consapevoli delle norme stringenti a cui oggi l’autista dei bus deve attenersi e delle conseguenze che deve affrontare se non rispettano le disposizioni delle leggi vigenti». I sindacati non entrano nel merito dell’ultima protesta, anche se in realtà spiegano i motivi del diniego dell’autista a far salire sul bus i tre giovani. «Probabilmente non tutti sanno– si spiega – che il trasporto di passeggeri in piedi è consentito se il libretto di circolazione del bus lo prevede; lo stesso libretto specifica anche il numero di passeggeri che possono stare in piedi. Vi chiediamo di provare a mettervi nei panni di un autista che nello svolgimento di un servizio dove sono presenti numerosi utenti, oltre a prestare la massima attenzione alla circolazione muovendosi nel traffico con un mezzo di circa 12 metri, deve contare (una volta constatato che tutti i posti a sedere sono stati occupati) il numero esatto dei passeggeri in piedi, non trascurando i passaggi dalle fermate previsti dal servizio in base all’orario».
«Convinti di aver reso bene l’idea – sottolineano le organizzazioni sindacali – immaginate che nell’avvicinarsi ad una fermata le persone in attesa siano una o due in più rispetto al consentito; gli stessi passeggeri, che non conoscono tali norme, probabilmente non comprendono la motivazione per cui l’autista nega loro la possibilità di salire, visto che a loro parere il bus ha lo spazio per accogliere altri. È chiaro che il compito dell’autista diventa difficile e probabilmente sgradevole nei confronti di queste persone che vengono invitate a scendere e che non possono raggiungere la destinazione. Generalmente l’autista, che comprende il disagio del passeggero, espone il problema con educazione e competenza». Detto questo, si passa a delle osservazioni.
«Perché – spiegano Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti – non viene dato risalto alla situazioni di difficoltà che gli autisti vivono quotidianamente a causa del dilagare di comportamenti poco educati all’interno dei bus da parte degli utenti che, sempre più spesso, si rivolgono in maniera irrispettosa al personale delle aziende di trasporto? Perché gli addetti, sempre più spesso, devono gestire passeggeri che vanno in escandescenza quando viene chiesto loro di esibire il titolo di viaggio? Perché spesso l’autista, che chiede all’utenza di rispettare l’educazione a bordo dei bus, viene deriso? Vi siete mai chiesti quanto sia difficile svolgere questo lavoro affrontando un traffico sempre più caotico e passeggeri sempre più agitati o magari lavorare nelle ore serali in zone periferiche? Spesso l’autista è solo a gestire situazioni particolari e difficili per salvaguardare la sua sicurezza e quella delle persone che trasporta». —
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