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Sette ambulanze in banchina per le visite in continente

Sette ambulanze in banchina per le visite in continente

Ieri mattina un gran via vai di mezzi per il trasporto dei malati negli ospedali di Livorno, Pisa, Grosseto Fornino: «È una prassi»

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PORTOFERRAIO. Non sono passate inosservate, ieri mattina, ben sette autoambulanze ferme in banchina, tutte e sette pronte per imbarcarsi a bordo della stessa nave per trasferimento in centri ospedalieri attrezzati della Regione di altrettanti pazienti. C’erano mezzi del Santissimo Sacramento, della Misericordia di Portoferraio, della Pubblica assistenza di Capoliveri e di Porto Azzurro. Senza contare che con la nave delle 6,30 erano stati trasferiti a Livorno due malati oncologici (con altrettanti automezzi) per il trattamento all’ospedale di Livorno. Infine altre due ambulanze che sono salite sul traghetto in partenza alle 10, come ha puntualizzato il referente della Pubblica assistenza di Porto Azzurro, Giovanni Aragona. «Non si tratta di un evento eccezionale – commenta il volontario della Misericordia, Enzo Fornino che, nel salone del traghetto della Toremar in viaggio per Piombino, si è fatto un selfie con i colleghi Emma Feole, Daniele Zecchini, Marina Vai, Antonio Bolano, Nicolò Alaimo e Simone Zamboni – Ma è abbastanza normale assistere a questi tipi di passaggi, tutti previsti e predisposti dall’azienda sanitaria locale». E le località che sono state raggiunte ieri mattina per gli esami prescritti dai medici elbani erano Firenze, Grosseto, Pisa e Livorno, prevedendo il rientro sull’Isola nel primo pomeriggio, dopo aver effettuato gli esami richiesti. Così i medici potranno aggiornare la terapia per il recupero quanto prima dello stato di benessere. Una mattinata come tante, dunque. Niente di eccezionale. E questo avviene con ogni tipo di tempo e di mare che la dice lunga sulle prove cui sono sottoposti i pazienti che si ammalano all’Isola d’Elba. Intanto il consigliere comunale di minoranza, Luigi Lanera (FdI), non si è fatto scappare l’occasione per commentare su Fb: «Ma se invece avessimo più strumenti diagnostici all’Elba – scrive - non sarebbe meglio? Quanto costa un trasferimento in ambulanza per le visite? Perché Portoferraio non ha un ‘Angiotac’?». —

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