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Salvano una tartaruga agonizzante sulla spiaggia imprigionata in una lenza

Manolo Morandini
Salvano una tartaruga agonizzante sulla spiaggia imprigionata in una lenza

L’esemplare di Caretta caretta affidato alle cure dell’Acquario di Livorno Battezzata dai soccorritori Friday in onore dei venerdì di lotta per il clima

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Spiaggiata in un mare di detriti sul litorale a sud di San Vincenzo. Agonizzante. Condannata a morte certa da un groviglio di lenza che la stava soffocando. Così è stato trovato l’esemplare di tartaruga marina la mattina di venerdì 29 novembre, che ore è affidato alle cure dei biologi marini dell’Acquario di Livorno.

Una seconda vita per la Caretta caretta. Superata l’emergenza i protagonisti del salvataggio si sono presi il tempo di battezzarla. un modo per non recidere il legame con un animale che per alcune ore li ha uniti in un’impresa che sembrava disperata. Si chiamerà Friday. Non in memoria del giorno dei maxi sconti, il black friday d’importazione americana, ma per ricordare che il lieto fine è stato scritto mentre nelle stesse ore in tante città i giovani di Fridays for Future sono tornati a farsi sentire e a protestare in occasione del quarto sciopero mondiale per il clima.

«L’ho vista a pancia in su e tutto faceva pensare che fosse morta. Le pinne anteriori e la testa strette in una matassa di filo collegato al segnale di un palamito ricavato con delle bottiglie di plastica». È l’immagine che si è trovato davanti Franco Biegi, conosciuto ai più per la sua attività di maestro nazionale di tennis Fit. «Quando mi sono accorto che era ancora viva – racconta – ho provato a liberarla». Poco prima aveva incrociato i suoi passi con Silvia Paoli, che stava tentando di pulire la spiaggia. O almeno di dare il suo contributo. Ed è lei che vista la situazione si precipita all’interno del vicino villaggio Riva degli Etruschi per chiedere in prestito un coltello o delle forbici. «Con me non avevo niente che potesse servire a tagliare il filo – afferma Biegi –. La signora si è avvicinata e subito si è precipitata a chiedere aiuto. Nel frattempo ho trovato un coccio di vetro e con quello ho iniziato a tagliare il filo. Si vedeva che quel povero animale stava soffrendo». Che aggiunge: «È arrivato anche un signore, di cui non ricordo il nome, che per fortuna aveva con sé un coltello. Quando l’abbiamo liberata la tartaruga ha dato segni di vita evidenti». Nel frattempo, è stata attivata la macchina dei soccorsi e sulla spiaggia è arrivato il personale della Guardia costiera della delegazione di spiaggia di San Vincenzo.

Si deve anche a un contenitore di plastica spiaggiato un contributo alla salvezza di Friday. Sembra un paradosso. E invece, la plastica che in mare è un killer spietato, questa volta è servita a mettere in sicurezza l’animale e trasferirlo all’acquario di Livorno. Una grossa cesta nera, di quelle che vengono utilizzate nei vivai per invasare gli alberi. C’è la mano di Silvia Paoli che quel recipiente lo ha raccolto insieme a tanta altra plastica che stava incontrando sulla spiaggia. E lei che è una dei protagonisti della salvezza di Friday non manca di lanciare un appello: «Fate pulire subito la spiaggia, prima che il mare rimangi tutto lo schifo che vi ha portato».

I militari hanno utilizzato il contenitore di fortuna per trasferire Friday all’acquario di Livorno, dove è stata subito presa in cura. L’esemplare ci 16 chili con un carapace di 62 centimetri è stato lavato e accudito. Il quadro clinico è definito buono, alimenta la speranza che a breve possa tornare in mare aperto. Ma dovrà restare in osservazione alcuni giorni Friday, una cautela prima della libertà. –



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