Finanza
«Più rispetto sugli autobus per neri e immigrati»
PIOMBINO. «Prima ci ha detto che tre eravamo troppi, poi ha minacciato di chiamare i carabinieri, quindi ci ha fatto scendere molto più avanti rispetto a quello che avevamo chiesto». Abass Diallo non parla mai direttamente di razzismo ma di «mancanza di rispetto verso noi immigrati o persone di colore sugli autobus».
Abass è senegalese, ha 23 anni, un permesso di soggiorno ed è studente. Vive alla Caravella, nel centro di accoglienza gestito dalla Croce Rossa. Lunedì scorso aveva un appuntamento per un controllo medico a Livorno e per questo la mattina presto era andato a prendere l’autobus sulla vecchia Aurelia, alla fermata vicino alla deviazione per la Caravella. Con il pullman voleva andare a Follonica per prendere il treno per Livorno. Il giovane era in compagnia di altri due amici, connazionali, anche loro diretti a Follonica.
«Il pullman doveva arrivare alle 7,23 ma era in ritardo – spiega Abass – È arrivato alle 7,40, carico di studenti ma ancora con posti liberi. Quelli a sedere erano occupati, ma in piedi c’era tutto il posto che serviva. L’autista invece ci ha detto che potevano salire solo in due. E ce lo ha detto anche male. Noi abbiamo risposto che ci saremmo entrati senza problemi tutti e tre, ma lui ha insistito. E quando siamo saliti, lui è sceso dicendo che avrebbe chiamato i carabinieri. Anche gli stessi studenti glielo hanno spiegato, gli hanno detto che ci saremmo entrati tutti. Ma lui ha cominciato a telefonare, non so a chi. Io non volevo guai, sono sempre rimasto calmo e ho parlato in modo educato. Gli ho solo detto che telefonasse pure. Ho l’abbonamento, eravamo tutti in regola e su quel pullman c’era posto. Lo avrei spiegato anche ai carabinieri. Ma a un certo punto il terzo ragazzo di noi si è spaventato, era preoccupato, così è sceso e se ne è andato a piedi».
«L’autista - prosegue Abass - a quel punto è tornato sul bus, ha rimesso in moto ed è ripartito. Quando siamo arrivati a Follonica, ho suonato per prenotare la fermata vicino alla stazione. L’autista ha rifiutato di fermarsi e ci ha portato alla scuola, un istituto superiore, distante una decina di minuti a piedi dalla stazione. Siamo scesi tutti e mi sono incamminato verso la stazione. Non mi pare un bel comportamento». —
A.d.G.
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