Il Tirreno

l’appello delle associazioni di categoria  

«I sindaci trovino un’intesa sulla gestione del turismo, altrimenti Comune unico»

«I sindaci trovino un’intesa sulla gestione del turismo, altrimenti Comune unico»

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PORTOFERRAIO. Stop alla « solita liturgia dei personalismi e degli ineffabili distinguo, all’ombra dei rispettivi campanili». A lanciare l’appello, rivolto ai sindaci dell’isola d’elba, sono le associazioni di categoria Confcommercio, Confeserecenti, Albergatori, Cna, Coldiretti e Faita in una lettera aperta firmata in maniera condivisa. La presa di posizione delle categorie giunge in seguito alle difficoltà riscontrata ancora una volta dalle amministrazioni elbane nel trovare un accordo sulla ripartizione del gettito del contributo di sbarco, sull’assetto della Gestione associata del turismo e sulle misure a supporto di un aeroporto sempre più in difficoltà. «Si avvicendano i protagonisti, ma lo scenario rimane invariato: una endemica miopia prospettica che antepone le esigenze localistiche ad una programmatica visione d’insieme – attaccano le associazioni – in grado di sostenere a livello comprensoriale le imprese ed il mondo del lavoro elbano. La mission della GAT dovrebbe essere proprio questa: promuovere lo sviluppo dell’Isola d’Elba come un unicum, un solo marchio territoriale senza frazionamenti e incoerenti slegature per quanto concerne le strategie programmatiche e gli investimenti, ma fatto di un’offerta ampia e sfaccettata che costituisce una risorsa per l’intero sistema. E invece no, siamo punto e a capo! Lo dimostrano le ultime vicende legate allo stanziamento del fondo di garanzia per l’aeroporto, a supporto di nuovi voli con destinazioni strategiche ai fini turistici. E’ bastato il niet di un solo sindaco per bloccare l’operazione, senza la buona volontà di indicare soluzioni alternative».

Le categorie economiche auspicano che dal tavolo della Gat esca la fumata bianca: «Speriamo – scrivono – che i sindaci ritrovino la capacità di unire gli intenti all’interno della Gestione associata del turismo, destinando una quota del contributo di sbarco a sostegno dello sviluppo dell’aeroporto, in quanto misura immediata e indispensabile per l’economia turistica. Qualora non vi fosse una dimostrazione di coesione programmatica, non vi sarebbe migliore soluzione che riproporre agli elbani il Comune unico, ritenendo i tempi maturi per non essere rappresentati da sette diversi comuni, ma riuniti sotto un unico vero valore: l’Isola d’Elba». —

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