Il dolore
Commercio, serve un piano di rilancio
Una settimana di cui - maltempo a parte - non ci possiamo lamentare, almeno per quanto riguarda le “cose” pubbliche. È stato positivo il voto unanime del consiglio per la cittadinanza onoraria alla senatrice Segre dopo le polemiche, novembre sta finendo e ci si sta incamminando verso il Natale. E oggi è il Black Friday, altra festa consumistica. Il commercio appunto. Un tempo importante per Piombino. Ora molto meno per la crisi e la difficoltà o la paura di spendere. Ma non esistono solo porto, fabbriche, discariche. Ci sono purtroppo tanti fondi vuoti di negozi costretti a chiudere. La città ha perso tanto in questo settore, tant’è che per aprire un negozio di elettrodomestici di certe dimensioni, è dovuto arrivare un imprenditore di Venturina. Nessun campanilismo, anzi porte aperte, ma è chiaro che il rischio non fa più parte del vocabolario di chi vorrebbe avviare un’attività. Gli enti pubblici hanno versato negli anni ingenti capitali per aiutare l’industria. Giusto. Ma i commercianti? Non possono bastare saldi, e poi ancora saldi, il Black Friday, Halloween. Occorrono sgravi fiscali e iniziative per il commercio. Occorre che associazioni di categoria e Comune si mettano a un tavolo per studiare soluzioni. I fondi vuoti non sono solo conseguenza di una chiusura, ma anche segnali che scoraggiano chiunque ad osare. —
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