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Nel nuovo piano operativo rispunta la strada della Cala

Nel nuovo piano operativo rispunta la strada della Cala

L’opera contestata dagli ambientalisti e bloccata anni fa dal Consiglio dei ministri reinserita nelle previsioni urbanistiche. Legambiente: «Ridicolo, il sindaco la ritiri»

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MARCIANA MARINA. A volte ritornano. È quello che hanno pensato da Legambiente Arcipelago toscano quando hanno sfogliato il piano operativo adottato dal consiglio comunale di Marciana Marina. Tra le pagine del piano, infatti, è stata inserita la strada della Cala, per anni fumo negli occhi del Cigno Verde, protagonista di una battaglia arrivata fino in Parlamento. Eppure il piano operativo è chiaro: «Viene, infine, individuato un “corridoio” di pertinenza all’interno del quale sarà ubicata la viabilità che metterà in sicurezza il piccolo agglomerato in località “La Cala”». Non solo. All’ articolo 46 delle norme tecniche di attuazione si legge: «Il piano operativo favorisce l’integrazione della viabilità e delle infrastrutture esistenti per garantire l’accessibilità di tutti gli ambi¬ territoriali dove sono presenti abitazioni. In particolare individua le necessarie varianti alle infrastrutture stradali esistenti finalizzate a garantire l’accessibilità dei nuclei esistenti con priorità assoluta per il nucleo de La Cala .

Legambiente, che già annuncia nuove osservazioni dopo quelle presentate nel 2017 con gli allora consiglieri di minoranza Paolo Di Pirro e Francesco Gentili – non nasconde la sua sorpresa «per un consiglio comunale e un professionista incaricato che, procedendo nel solco della precedente amministrazione Ciumei, ripropongono un nuovo percorso stradale all’interno di una Zona B di un Parco nazionale, dove gli strumenti urbanistici del Comune non possono normare, visto che esiste già un piano del Parco sovraordinato e della Zona speciale di conservazione. Un’ipotesi assurda e già bocciata, nonostante i ricorsi della precedente amministrazione comunale, da Regione Toscana, Parco nazionale e addirittura dal Consiglio dei ministri (Governo Monti) proprio in base all’insostenibile impatto ambientale e paesaggistico e al rischio idrogeologico che insiste nell’area».

«La stessa previsione – spiegano dall’associazione – oggetto in passato di interrogazioni parlamentari alla Camera di Ermete Realacci, attuale presidente della Commissione ambiente, lavori pubblici e territorio della Camera dei Deputati, e al Senato, da Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, e che è stata più volte respinta, proprio in ottemperanza ai valori paesaggistici e ambientali che l’avvio del procedimento del piano operativo richiama, da Regione Toscana e dal Parco e infine, nel marzo 2012, in seguito a un ricorso del Comune di Marciana Marina, anche dal Consiglio di ministri con un provvedimento a firma dell’allora presidente del Consiglio Mario Monti .

Quella del consiglio Comunale marinese, «anche alla luce della successiva sentenza del Tar che ha decretato l’apertura del cancello che chiudeva il sentiero costiero ma ne ha confermato la natura privata e la presenza di alternative pubbliche pedonali a monte – aggiunge Legambiente – sembra nuovamente una posizione azzardata, speriamo presa senza rendersi conto di cosa si stava facendo, e destinata a finire nel nulla, visto che Regione e Parco nazionale non potranno che confermare il diniego espresso più volte negli anni passati. Resta il mistero del perché ci si sia voluti infognare in una ipotesi pluribocciata, dannosa e impossibile da realizzare».

Per questo gli ambientalisti consigliano alla sindaca di Marciana Marina Gabriella Allori di «ritirare immediatamente questa ipotesi che, alla luce dei pareri pregressi, è inattuabile fino al ridicolo». —



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