Gioco
Il Consiglio all’unanimità dice sì alla cittadinanza alla senatrice Segre e la invita a venire in città
Due ordini del giorno (Prc e Maggioranza) fusi in un unico documento Ferrari: «Dispiaciuto di aver mal considerato la proposta di Callaioli»
La politica cittadina esce da uno dei suoi momenti più tesi e più bui degli ultimi anni, col consiglio comunale che dopo settimane di durissime polemiche vota all’unanimità un ordine del giorno che conferisce la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre, invitandola a venire a Piombino per una giornata da dedicare ai temi della Shoah.
Il documento è il frutto di un compromesso tra l’ordine del giorno dal capogruppo del Prc, Fabrizio Callaioli, presentato dopo l’annuncio della scorta alla novantenne senatrice a vita resasi necessaria per la quantità di insulti e minacce ricevuti, e quello illustrato da Luigi Coppola a nome dei gruppi di maggioranza. Entrambi alla fine concordavano sul conferimento della cittadinanza onoraria, quello della maggioranza aggiungeva l’invito in città alla Segre in un giorno da stabilire, dopo che la senatrice aveva risposto alla proposta del sindaco Francesco Ferrari spiegando di non poter presenziare nel giorno prescelto, il 27 gennaio, Giornata della Memoria (come riferiamo in un pezzo a parte) per impegni istituzionali.
È stato il capogruppo dei 5 Stelle, Daniele Pasquinelli, a lanciare la proposta di votare un solo documento condiviso, visto che tutti i gruppi avevano annunciato la decisione di esprimersi a favore di entrambi gli ordini del giorno.
Così si è arrivati al compromesso, al termine di una seduta in cui i toni usati da tutti gli intervenuti hanno quanto meno rassicurato sulla solidità di alcuni fondamentali della democrazia, tanto più importanti per una città Medaglia d’oro al valor militare.
Significativo il discorso finale del sindaco Ferrari, che pure lo scorso 9 novembre intervenendo all’inaugurazione della sede del suo partito, Fratelli d’Italia, si era imbarcato in un discorso sulla richiesta di cittadinanza onoraria proposta da Callaioli (una delle prime in Italia, diventate poi decine) da lui definita «provocatoria, perché questa onorificenza si concede a coloro che la meritano per aver dato un ritorno alla città» e comunque ritenuta «una strumentalizzazione di chi non ha argomenti da proporre per il territorio».
Da lì si era assistito a vari tentativi di precisazione di quei concetti, ieri poi il sindaco ha definito le leggi razziali «una delle pagine più vergognose della nostra storia», e riferendosi alle scritte antisemite apparse sui muri di via del Gelsomino e alle minacce alla Segre ha sostenuto che «non dobbiamo mai smettere di parlare di questi temi», e che anzi «è necessario continuare il lavoro già avviato in precedenza nelle scuole contro il rischio di rigurgiti xenofobi e razzisti», spiegando anche di essere «dispiaciuto per aver mal considerato l’odg di Callaioli» e di aver capito che «su questi temi mai si può essere superficiali». Concludendo appunto, accogliendo la proposta di Pasquinelli, «che riuscire a votare un unico ordine del giorno darebbe a questo atto più forza».
Tanta gente ha assistito alla seduta pomeridiana del consiglio. In aula c’erano cittadini con al petto appuntata la stella di David e i simboli con cui i nazisti evidenziavano l’appartenenza a vari gruppi di perseguitati, tutti con un futuro comune, quello dei forni crematori. Molti e appassionati i discorsi dei vari rappresentanti politici ed evidente la scelta comune di evitare la polemica e gli elementi più divisivi del dibattito di questi giorni. Si capirà più avanti se questa scelta contribuirà in maniera concreta a svelenire il clima di una città dove numerosi sono stati gli episodi minacciosi e intolleranti, citati da molti intervenuti, tra cui il messaggio mafioso e l’imbrattamento della macchina di Ugo Preziosi, esponente ambientalista, le scritte antisemite sui muri e quella sulla targa del Tirreno.
«Come si può definire superflua la discussione su questi temi – ha detto Callaioli aprendo gli interventi – quando basta aprire Facebook per capire quanto invece abbiamo bisogno di questo dibattito e del messaggio potente che rappresenta la cittadinanza onoraria a Liliana Segre? ».
Coppola poi ha sostenuto «che Auschwitz è un dramma dell’umanità, la voce dei sopravvissuti è un monito di fronte all’antisemitismo dilagante». Pasquinelli quindi ha parlato «del dilagare degli atti di intolleranza in città», prima di ricordare come la cittadinanza alla Segre sia ricca di motivazioni, «perché Piombino è medaglia d’oro al valor militare, e questa città fu un centro di smistamento per i deportati ad Auschwitz. Inoltre molti soldati piombinesi dopo l’8 settembre del 1943 finirono nei campi di sterminio».
Anna Tempestini, presidente del gruppo che porta il suo nome, ha sostenuto che la cittadinanza alla Segre «è un dovere in una fase storica dove sono evidente i rigurgiti razzisti», ricordando come a Piombino «da 20 anni si organizzano i Viaggi della Memoria. Un lavoro che va proseguito, perché da questi appuntamenti le persone escono profondamente cambiate».
Quindi Bernardo Giannoni, 20enne consigliere del Pd, ha offerto uno degli interventi più applauditi, «dichiarandosi emozionato dalla folta presenza di cittadini in aula», chiedendo al sindaco «di far togliere subito la scritta antisemita in via del Gelsomino, frutto di un intollerabile clima d’odio. Tutti dovremmo condividere almeno la Costituzione, noi giovani dobbiamo impegnarci a diventare militanti della memoria».
Infine Alessandro Adami (Ferrari sindaco) ha sostenuto «che con la cittadinanza alla Segre Piombino ribadisce di essere città antifascista e antirazzista», Mario Atzeni (Lavoro & Ambiente) ha detto che «la memoria storica è un bisogno della società civile, ancora più oggi in una fase in cui si assiste al riaffiorare di una cultura negazionista», Davide Anselmi (Lega) ha citato un passo di “Auschwitz”, canzone di Francesco Guccini, spiegando «che bisogna essere tutti uniti nel condannare questi avvenimenti, tra i più terribili nella storia dell’umanità». —
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