Gioco
«Nessun margine alla società senza la messa a norma»
piombino. Chiedono al presidente della Regione Toscana di non consentire il riavvio dei conferimenti fino a quando non siano stati verificati la messa a norma e l’effettivo rispetto delle prescrizioni ricevute da Rimateria “senza accontentarsi di cronoprogrammi o dichiarazioni d’intenti”. I consiglieri del Movimento 5 Stelle Daniele Pasquinelli ed Emanuele Orlandini lo fanno con una mozione, in discussione nella seduta di oggi del consiglio comunale di Piombino.
Sullo sfondo pesano le prescrizioni che accompagnano la compatibilità ambientale del progetto Rimateria, la delibera della giunta regionale è del 18 novembre, e la diffida della direzione Ambiente ed energia della Regione del 15 novembre che condiziona la continuità delle attività già autorizzate al rispetto delle numerose prescrizioni e diffide già collezionate dall’azienda in merito alla messa a norma dell’impianto, sospendendo il conferimento dei rifiuti e indicando come termine il 31 gennaio 2020.
I 5 Stelle chiedono al consiglio di impegnare il sindaco e la sua giunta “a promuovere la realizzazione dei carotaggi, da parte di soggetti non espressione della società che gestisce l’impianto, che consentano la verifica dei conferimenti avvenuti in discarica”. Ma anche di pretendere “la messa a punto di un sistema di monitoraggio, in carico ad Arpat, capace di verificare in tempo reale le emissioni, che renda accessibile i propri dati e che preveda l’attivazione di procedure di salvaguardia, a partire dalla sospensione dei conferimenti di rifiuti, in caso si verifichino sfondamenti di limiti prefissati sui vari tipi di indicatori”. Inoltre, chiedono la “tempestiva riattivazione delle assemblee mensili con i cittadini, sospese fino a nuovo avviso da parte di Rimateria” e di “impedire che venga attivato da parte della società qualsiasi iter volto a modificare la tipologia dei rifiuti conferibili in discarica, in base al parere Nurv, e quindi a non richiedere alcuna modifica delle concessioni demaniali in atto. Questo utilizzando qualsiasi mezzo a disposizione compreso, se necessario, il ritiro della fiducia al presidente Pellati in caso di votazioni in Cda che mettano in minoranza la parte pubblica”. —
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