Sicurezza
Alberi al posto delle discariche, la giunta Ferrari lancia la sfida
Al via l’iter per il cambio di destinazione d’uso delle aree a Ischia di Crociano: la procedura guarda avanti, oltre Rimateria e l’inevitabile scoglio delle bonifiche
PIOMBINO. «Pianteremo degli alberi per creare una separazione tra il passato e il futuro di questa città». Così il sindaco di Piombino Francesco Ferrari sintetizza la variante urbanistica per Ischia di Crociano all’esame del consiglio comunale il 25 novembre. La proposta di adozione sarà illustrata dall’assessore all’Urbanistica Gianluigi Palombi in zona cesarini. La procedura, a norma della legge regionale 65 del 2014, prevede dei tempi incomprimibili. C’è un termine perentorio. Il Regolamento urbanistico approvato nel 2014 ha efficacia per cinque anni. A maggio scorso sono decadute tutte le previsioni. Mentre le varianti sono possibili entro la fine di novembre. . Annunciata da mesi. Promessa in campagna elettorale. La giunta comunale, che ha deliberato l’atto di indirizzo della procedura l’1 ottobre, immagina che l’attuale destinazione dei 58 ettari su cui insistono le discariche ex Asiu, la ex Lucchini e la LI53, su cui poggiano i cumuli di rifiuti siderurgici, e le aree dove insiste quel che rimane degli impianti Tap, vengano destinate a verde. Una volta concluso l’iter, con un secondo passaggio in consiglio dopo la fase delle osservazioni, comunque le autorizzazioni già concesse restano pienamente valide.
Ciò significa che non è possibile agire sul cono rovescio, per cui Rimateria ha già ricevuto il nulla osta al conferimento. E neppure sul progetto che prevede la realizzazione dell’attività di trattamento e riciclo in loco delle scorie con impianto mobile sulla LI53, un’area di 15, 6 ettari in cui si trovano cumuli di scorie e polveri di altoforno per circa 183mila metri cubi. Inoltre, la chiusura della discarica ex Lucchini tramite la riprofilatura, mediante sopraelevazione, con la discarica ex Asiu. E la nuova discarica sull’area LI53 per un volume di 2, 5 milioni di metri cubi. Su tutto questo la giunta della Regione il 18 novembre ha deliberato la compatibilità ambientale, sulla scorta di prescrizioni a partire da quelle dei tecnici del Nurv che si sono pronunciati sulla valutazione di impatto ambientale.
Il tutto al netto delle nebbie in cui si trova Rimateria. Il passaggio è strettissimo. Da una parte lo stop ai conferimenti dei rifiuti in discarica disposto dalla direzione Ambiente ed energia della Regione Toscana con il decreto 18561 il 15 novembre. L’ordine è di attuare tutte le azioni e gli interventi necessari a ricondurre la gestione nel rispetto delle prescrizioni a tutela della salute e dell’ambiente. C’è anche un termine: il 31 gennaio 2020. Oltre potrebbe essere ritirata l’autorizzazione all’impianto.
Nel frattempo, c’è l’azione dell’amministrazione Ferrari che si dice indisponibile a modifiche del piano industriale della società. La richiesta del Cda Rimateria, respinta al mittente, prevede di abbandonare il progetto di raddoppio per rialzare solo la ex Lucchini conferendo 450mila metri cubi di rifiuti speciali, ovvero 100mila in più di quanto recentemente autorizzato.
Il futuro immaginato dalla giunta Ferrari deve comunque fare i conti con l’impianto di discarica e i cumuli di rifiuti siderurgici prima di piantumare gli alberi. Solo per tombare e gestire il post mortem della discarica ex Asiu la stima è un fabbisogno di 13 milioni di euro. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
