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«Quando mangi pensa a chi ha il diritto ma non il cibo»

«Quando mangi pensa a chi ha il diritto ma non il cibo»

La Carta dei diritti dell’infanzia secondo i rappresentanti della Città dei bambini Presentati alla sala Sefi i risultati del lavoro di un anno dei consiglieri uscenti

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Campiglia. La Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, e ratificata dall’Italia il 27 maggio 1991 con la legge 176) riconosce tutti i bambini e tutte le bambine del mondo titolari di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici. I consiglieri uscenti della Città dei bambini hanno illustrato e commentato gli articoli che più li hanno colpiti, in occasione dell’incontro del 20 novembre alla sala Sefi.

«Per me questa Carta è costruttiva dell’andamento del mondo» hanno detto Emma e Gabriele. «Crediamo sia stata fatta – hanno sottolineato – perché prima alcune persone non li rispettavano e molti bambini erano maltrattati e sfruttati anche nei lavori». Tra i diritti che hanno attirato la loro attenzione quelli «alla salute e alla felicità dei bambini, che purtroppo in alcune parti del mondo non vengono rispettati».

Marina e Mia hanno affrontato il diritto all’uguaglianza e alla non discriminazione. «L’articolo 2 secondo noi significa che siamo tutti uguali, anche se abbiamo diverse personalità. Cosa che tra i bambini non è molto rispettata soprattutto per le differenze della pelle, della nazionalità e della religione. Spesso molti bambini tendono a bullizzare gli altri anche per il fatto che sono disabili e che forse non possono praticare o capire le attività o le conoscenze dei bambini senza forma di disabilità. Infine, si tende a discriminare gli altri anche per la quantità di soldi che hanno: sia in abbondanza, ma soprattutto se si è poveri».

Semplice e diretto anche il pensiero di Bianca: «La carta dei diritti dei bambini è molto corretta. Perché tutti siamo uguali e non c’è bisogno di far del male a nessuno e nemmeno di discriminare». Temi che sono entrati nella riflessione di Anna e Arianna, partite dallo spunto offerto dall’articolo 12 della Convenzione. «Ogni bambino – hanno detto – ha il diritto di esprimersi e di dire ciò che vuole, basta che ciò non ferisca né discrimini gli altri, per esempio non prendere in giro per il colore della pelle, la nazionalità, il genere, la ricchezza, la povertà, la disabilità, la propria religione. Ovviamente ogni opinione deve essere presa in considerazione dagli adulti». Le due consigliere si sono soffermate anche sull’articolo 17, sull’importanza della funzione dei mass media e la vigilanza da parte degli Stati affinché il bambino possa accedere a un’informazione e a materiali provenienti da fonti nazionali e internazionali varie, soprattutto se finalizzati a promuovere il suo benessere sociale, spirituale e morale e la sua salute fisica e mentale: «Perché si deve essere informati di ogni cosa per avere una cultura e un futuro migliore. E per un futuro migliore, ogni bambino deve essere protetto da materiali non adatti ad esso», hanno concluso.

Il pensiero di tre consiglieri si è focalizzato sui diritti sanciti dagli articoli 15 e 31. «Gli articoli migliori del mondo – hanno detto Gabriele e Christian –, perché comprendono: riposo, tempo libero, gioco, partecipare alla vita culturale, artistica, del tuo pase, stare insieme agli amici e parlarci». Per Matilde i due articoli «parlano di cose molto belle, perché tutti i bambini hanno bisogno di riposo, tempo libero e diritto al gioco e che ognuno deve partecipare alla propria vita culturale e artistica del paese di origine, perché gli altri ti devono accettare anche se sei diverso. Raccontano anche che ognuno ha il diritto di stare insieme ai propri amici ed esporre le proprie idee».

Tra gli altri interventi, tutti molto profondi, c’è Anita che ha rammentato l’articolo 6: «Dice che tu hai diritto di vivere; tutti devono aiutarvi a crescere nel migliore dei modi», ha detto parlando poi del ruolo dei servizi sociali in casi di difficoltà familiari.

I diritti dei bambini sono tutti importanti, ma i consiglieri hanno sottolineato la necessità di affermare i diritti in generale, come il diritto alla libertà, senza la quale non ci sono diritti. E poi il diritto al cibo: «Quando mangi perché hai il diritto di essere nutrito ricorda chi non mangia, perché ha il diritto ma non il cibo». —

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