La manifestazione
«Le scelte politiche attuali devono provare a risolvere i problemi»
piombino. «Se le scelte politiche passate hanno creato problemi, quelle attuali hanno il dovere di provare a risolverli ancor prima di preoccuparsi di porre sul banco degli imputati chi tali decisioni le ha assunte. Irrompere con idee utopistiche e proclami populistici a soli fini elettorali non preluderà mai a un buon governo». È il quadro che traccia Italia Viva Val di Cornia Elba della vicenda Rimateria.
«In assenza del progetto che insiste sull’area LI53, che metta a disposizione spazi adeguati per la messa in sicurezza permanente dei materiali derivanti dagli interventi da effettuare sul Sin, non sarà realisticamente possibile effettuare alcuna bonifica – sottolinea Itlia Viva –. Il conseguente fallimento di Asiu e Rimateria avrà sostanziali ripercussioni sui soci e in ultimo si perderanno anche gli attuali 50 posti di lavoro che potrebbero aumentare con una prospettiva di più largo respiro, rispetto a quella limitata al ristretto dibattito attuale. Dove dovrebbero essere reperiti i circa 12 milioni per la bonifica della LI53 imposta dal decreto del Ministero dell’ambiente? E dove dovrebbe essere creata la discarica per accogliere i milioni di tonnellate di rifiuti presenti nel Sin? La Regione Toscana per prima ha negato a se stessa la propria disattenzione durata anni nei quali non ha emesso alcun provvedimento che permettesse di bonificare un’area che è stato più comodo dimenticare».
E chiede: «Non si poteva governare il progetto Rimateria invece di creare i presupposti per farlo fallire? ». Per proseguire: «Nell’assemblea Asiu sono stati presentati due scenari. Uno con scadenza 2020, prevede il conferimento dei rifiuti nel solo cono rovescio, dopo di che, per ovvi motivi di sostenibilità economica Rimateria dovrebbe essere messa in liquidazione, non sarebbe completata la messa in sicurezza delle discariche esistenti e non sarebbe bonificata la LI53. Il secondo prevede oltre al completamento del cono rovescio il rialzo e la riprofilatura della discarica ex Lucchini in continuità con l’attuale discarica Rimateria, e consentirebbe all’azienda di sopravvivere forse fino al 2024. Ci si auspica che almeno venga intrapresa la seconda opzione che perlomeno non lascerebbe nell’immediato 50 famiglie senza stipendio e consentirebbe il completamento della messa in sicurezza delle due discariche oltre allo smaltimento dei cumuli e la bonifica della LI53. Ma è tutto qui quello che la politica sa proporre?». E conclude: « Auspichiamo un confronto serio e costruttivo nelle sedi istituzionali deputate e ricordiamo, senza vena polemica, che proseguendo sulla strada sbagliata, insieme a Rimateria i primi a saltare sarebbero i Comuni azionisti, i posti di lavoro e cosa ancor più importante, la tutela della salute pubblica». —
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