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Sapore di inverno nel borgo con la Sagra del cinghiale

Michelangelo Pasquinelli
Sapore di inverno nel borgo con la Sagra del cinghiale

Da domenica all’8 dicembre l’edizione numero 52 della festa più amata Gastronomia al centro del programma tra folclore, musica e passeggiate

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SUVERETO. Con quella che sarà inaugurata domenica e che si protrarrà fino all’8 dicembre, arrivano a 52 le edizioni della “Sagra del cinghiale” di Suvereto. «Abbiamo allestito un programma nella continuità con quelli recenti che si sono affidati ovviamente alla gastronomia oltre al folclore e a tanta musica. Di solito contiamo molto sul giorno festivo dell’8 dicembre – spiega il presidente dell’Ente valorizzazione pro loco Fausto Acerbi - ma non è il caso di quest’anno, anche se quella data l’abbiamo lasciata come da tradizione al folclore col corteo storico che rievoca la concessione al castello di Suvereto della Charta Libertatis del 1201. Il programma è impostato sui tre fine settimana quando funzioneranno cucina e punti ristoro del Ghibellino e Locanda alla Rocca, preceduti da appuntamenti con passeggiate e trekking e musica sia il sabato sera che nelle tre domeniche. Queste ultime saranno anche ravvivate da intrattenimenti folclorisici mentre sono in calendario anche incontri culturali su vari argomenti».

Dalla durata di un sol giorno come avvenne per la prima edizione (il 29 dicembre 1968, fra Natale e Capodanno, con tanto di nevicata…), la sagra suveretana passò al 7 e 8 dicembre l’anno dopo, salendo a tre giorni nel 1970. È una delle poche manifestazioni che si tengono in pieno inverno, con gli organizzatori che sperano in almeno qualche giornata di bel tempo per accogliere i tanti affezionati visitatori. Ma i famosi maccheroni al cinghiale, servito poi anche in umido con le olive e così via, si possono gustare anche in caso di maltempo nei bei locali della sagra, comodamente seduti e serviti. «I piatti sono già tanti – ricorda Acerbi – con tutte le specialità alla griglia, la polenta, ma quest’anno abbiamo accolto il suggerimento di chi non consuma carne e abbiamo inserito nel menù anche i maccheroni ai funghi, un piatto che non è male…».

La sagra, oltre alla griglia sotto la grande cappa in piazza e gli altri banchi, è anche un’occasione prenatalizia per far scorta di qualche bottiglia di vino fra i migliori in assoluto, o di olio nuovo appena franto per farne magari un regalo natalizio più originale e gustoso, a cominciare proprio dalla visita all’enoteca in piazzetta San Martino dove si potranno gustare molte etichette locali. Non mancheranno il banco della pasta fritta in piazza D’Annunzio vicino a quello “dei ghiottoni” con i dolci, mentre le caldarroste e il vin brulé saranno al Cancello di ferro. Poi mostre e artigiani all’opera e spettacoli itineranti, prove di equitazione anche per bambini, attività teatrali. Martedì ci sarà anche un convegno sulle pari opportunità, sabato 30 un incontro sulle tradizioni popolari dell’ottava rima e sabato 7 una tavola rotonda sull’olio evo “L’oro verde toscano”. Nel prefestivo e festivi un gruppo di guide specializzate organizzeranno sia passeggiate che trekking nei dintorni del paese e nelle frazioni, con visite a cantine, compresa una con “bici, vino e pecorino” di 27 km con visita all’azienda Casadei e con i formaggi dell’azienda Deiola. E poi gli appuntamenti classici col folclore, gli arcieri in piazza, gli sbandieratori di S.Croce domenica primo dicembre e l’atteso corteo storico dell’8 dicembre. La classica corsa podistica aprirà domenica mattina la sagra, poco prima del taglio del nastro tricolore alla porta merlata di ingresso al centro storico, mentre si chiuderà domenica 8 dicembre con un contributo a Rino Gaetano col concerto di “Famiglia Malteni”. —

Michelangelo Pasquinelli

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