Il Tirreno

san giovanni 

Gli agronomi avvertono Zini: «Prudenza nel taglio del verde»

Luigi Cignoni
Gli agronomi avvertono Zini: «Prudenza nel taglio del verde»

Il presidente dell’Ordine provinciale Costanzo si interroga se il Comune ha interpellato esperti del settore prima di decidere il taglio totale dei pini

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PORTOFERRAIO. Con l’eco non ancora spenta della “Giornata nazionale degli Alberi” svoltasi ieri mattina in vari punti della città, e culminata con la piantumazione da parte di studenti di nuove specie arboree, torna di attualità il tema dell’eradicazione dei filari di pini sulla piana di San Giovanni, proposta e avallata dall’amministrazione comunale e dal primo cittadino di Portoferraio, Angelo Zini. «Quei 116 alberi del rettilineo – aveva ribadito Zini - sono pericolosi. Pertanto devono essere tagliati». Sulla medesima lunghezza d’onda anche i precedenti amministratori. L’affermazione, così perentoria, del sindaco ha indotto il presidente dell'Ordine degli Agronomi e dei Forestali della Provincia di Livorno, Andrea Costanzo, a dare alcune puntualizzazioni. «Voglio sperare – esordisce - che la decisione di abbattere i pini di San Giovanni derivi da un'attenta valutazione di carattere tecnico. Non dimenticandoci che spesso tali alberi diventano pericolosi non perché hanno “concluso il loro ciclo vitale” (affermazione sempre più frequente), ma perché sono stati oggetto di errate manutenzioni o, peggio, di mutilazioni del’'apparato radicale». Ma per giungere a un’affermazione di pericolosità di piante in ambienti urbani, il presidente Costanzo consiglia gli enti pubblici ad affidarsi a istituzioni e organismi quali la Società Italiana di Arboricoltura o una facoltà di Agraria universitaria e non ad altri, prima di procedere a qualsiasi piano di abbattimento. «Infatti – continua il presidente - la valutazione della stabilità degli alberi, del loro stato fitosanitario e, eventualmente, della loro pericolosità rientrano a pieno titolo nelle competenze professionali dei dottori agronomi e dei dottori forestali».

«Non ci si rivolge forse – si domanda Costanzo - a un ingegnere esperto del settore per verificare la staticità di un edificio pericolante? Analogamente, per verificare la stabilità di un versante non è più indicato interpellare un geologo di provata esperienza». Del resto è la stessa legge che impone precisi obblighi alle amministrazioni comunali per quanto riguarda il bilancio arboreo del Comune e lo sviluppo degli spazi verdi urbani. «Pertanto – rimarca il presidente degli agronomi livornesi - tutti i cittadini potranno e dovranno chiedere conto ai propri amministratori locali di quanto previsto dalla normativa vigente, perché gli alberi e il verde urbano non sono solo utili da un punto di vista estetico e paesaggistico, ma sono indispensabili per i cosiddetti servizi ecosistemici che sono in grado di fornire: miglioramento e depurazione dell’aria, mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici, valorizzazione dell’ambiente urbano anche sotto il profilo turistico, aumento del valore immobiliare delle abitazioni e dei complessi residenziali».

Per cui, se si vuole avere una consulenza e conoscere lo stato delle cose per adottare determinati provvedimenti non si può non rivolgersi agli agronomi e ai forestali, iscritti agli Albi. «Essi – termina Andrea Costanzo - sono i professionisti più titolati a operare nell’ambito del verde urbano e della pianificazione territoriale, dove, invece, troppo spesso vengono ritenute figure di secondo piano, nonostante che le aree verdi urbane e periurbane, insieme alle aree rurali, costituiscano quasi sempre la gran parte del territorio comunale».

E Legambiente si pone sul medesimo ordine di ide ribadendo in conclusione: «Chiediamo alla nuova giunta di non perseverare, al pari delle precedenti amministrazioni, con interventi estemporanei che si sono concretizzati in tagli indiscriminati, senza sostituzioni o risarcimenti in nuove e possibilmente più cospicue piantumazioni». —

Luigi Cignoni

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