Gioco
Un colpo da quindicimila euro mentre la gioielleria era aperta
Ladri in azione da Scognamiglio: hanno forzato una vetrinetta, si pensa tra le 18 e le 19
PIOMBINO. Un colpo da quindicimila euro, due etti di oro portati via dalla vetrina di una gioielleria senza che nessuno se ne sia accorto. Un furto con scasso messo a segno non di notte ma nel tardo pomeriggio e nella via più centrale della città.
È avvenuto martedì alla gioielleria Scognamiglio, in corso Italia.
La refurtiva consiste in sei collane, sei bracciali e quattro anelli. I gioielli, tutti da uomo, erano esposti in una delle quattro vetrinette ai lati della porta del negozio, proprio all’ingresso della gioielleria.
Con ogni probabilità il furto è avvenuto tra le 18 e le 19, orario ricostruito dalle stesse titolari della gioielleria, Licia Scognamiglio e la figlia Elisa Murzi.
«Prima delle 18 - dice Murzi - abbiamo mostrato alcuni di quei gioielli a un cliente e poi li abbiamo riposti nella vetrinetta. E alle 19 ci siamo accorte del furto. L’orario è sicuramente quello».
A quell’ora stava piovendo, era una brutta serata e in corso c’era poca gente. Ma qualcuno c’era. Eppure nessuno si è accorto di niente.
Si pensa che i ladri fossero più di uno. Magari tre. Un paio potrebbero essersi appoggiati al muro davanti alla gioielleria, fingendo di chiacchierare e facendo da paravento a quello che si è messo a forzare la vetrinetta. E che magari si è sistemato proprio a ridosso della stessa, in modo da non essere visto dall’interno del negozio.
Le vetrinette sono chiuse con una serratura blindata, soltanto quella costa duecento euro.
Con cosa è stata forzata? Sicuramente con un oggetto robusto, forse un cacciavite a percussione. Fatto sta che, quando è arrivata la polizia per i rilievi e ha esaminato lo sportello, due dei quattro dentini della serratura erano spanati.
Il colpo deve essere stato messo a segno in pochi secondi: il tempo di forzare la serratura, aprire la vetrinetta, arraffare i gioielli e metterli in tasca. I ladri hanno tentato di aprire anche la vetrinetta accanto, ma devono essere stati disturbati e sono spariti prima di essere visti. E infatti nessuno li ha visti. Non ci sono testimoni e non ci sono telecamere puntate in corso Italia, come abbiamo constatato anche noi del Tirreno in occasione dell’atto vandalico commesso alla targa della nostra redazione.
Ai titolari della gioielleria non è rimasto quindi che presentare denuncia e svuotare tutte le altre vetrine. Il negozio è assicurato e l’ultimo colpo risale a ben quarant’anni fa. Secondo la polizia, questa non è opera di dilettanti ma di gente esperta, che non solo ha pianificato il colpo ma ha anche una certa esperienza con le serrature. —
A.d.G.
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