La protesta
Fenicotteri nei parcheggi e nei campi allagati L’Oasi Orti Bottagone è chiusa alle visite
Spiaggia invasa da legnami, sporco ed erosa dalla mareggiata Guardia costiera ed Arpat recuperano una tartaruga in difficoltà
IL RACCONTO
Piove forte. Spesso, mare in burrasca. Costa Est costantemente monitorata. A Perelli 1 e 2, fossi esondati e parcheggi più campi allagati. Qui i fenicotteri si spostano volentieri da Orti Bottagone (Oasi chiusa alle visite). E grazie a un signore, che stava passeggiando in spiaggia, è stata soccorsa una tartaruga ormai stremata sul bagnasciuga, con un amo in gola e bloccata dalla lenza tra le pinne.
Spiaggia invasa da rami e sporco, spesso erosa. Dov’è scomparsa la sabbia, sono tornati sassi: le onde arrivano alla duna. A Carlappiano danni alle barriere di sabbia e legname. «Pioggia insistente di questi giorni e vento – dice Silvia Ghignoli responsabile Oasi Wwf riserva naturale regionale Padule Orti Bottagone – stanno mettendo a dura prova l’oasi: acqua alta. Sperando che la situazione non degeneri e porti danni alle strutture. Il ruolo delle paludi è anche quello di fungere “da cassa di espansione” in queste occasioni. Sospese le visite guidate». Oasi ancor più assediata dalla spazzatura: dal fosso Cosimo arrivano cassette di polistirolo e manichette per l’irrigazione più sacchi di concime. Dal mare? Ancora polistirolo misto plastica. «Gli uccelli si spostano – prosegue Ghignoli – restano i fenicotteri, con le lunghissime zampe sott’acqua. Appena defluisce l’acqua, dopo aver verificato la tenuta di ponticelli, ripartiremo con le viste». Di prima mattina, la telefonata al pronto soccorso animali selvatici Wwf dalla spiaggia di Carlappiano, davanti a Bagnoskiuma: richiesta d’aiuto per una tartaruga in difficoltà, già fortemente provata, subito girata alla capitaneria di porto di Piombino. Col personale della guardia costiera, ufficio circondariale di Piombino, Riccardo Biancalana (Arpat). Lunga circa 35cm, larga circa 30, 3kg di peso stimato (non dovrebbe essere adulta) inghiottendo un amo da pesca era rimasta impigliata nel groviglio di lenza. Rimosso il filo la tartaruga è stata portata all’acquario di Livorno per cure il più adeguate possibile... e con la speranza di essere arrivati in tempo. –
Cecilia Cecchi
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