Sicurezza
Papi fa la guerra alla cannabis light, per l’opposizione «è un retrogrado»
Polemica dopo lo stop alla coltivazione e alla vendita dei prodotti a basso thc: «Il sindaco fa il proibizionista»
PORTO AZZURRO. Fa discutere la decisione del sindaco Maurizio Papi e della sua maggioranza che, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, ha votato una delibera con la quale si vieta la coltivazione e la commercializzazione della cannabis light sul territorio comunale. Per il sindaco di Porto Azzurro la decisione è necessaria a tutelare la salute dei ragazzi. Non solo. Nella guerra dichiarata alla cannabis light (prodotti consentiti dalla legge in quanto a basse percentuali di principio attivo), Papi ha parlato di come la cannabis sia il primo gradino di una scala che può condurre alla cocaina e all’eroina, ha consigliato ai genitori di sottoporre ad analisi i ragazzi di età inferiore a 18 anni e auspicato che i distributori automatici servano esclusivamente per la vendita di coca cola e chewing gum. Le parole del primo cittadino hanno acceso le polemiche sia locali sia nazionali. Il caso di Papi e la sua presa di posizione riportata dal Tirreno è rimbalzato sui social, lanciato da Dolcevita online, magazine dell’ “alternative lifestyle”: «Dichiarazioni e iniziative del genere dimostrano una profonda ignoranza – si legge sul post Facebook che è stato condiviso e commentato da centinaia di utenti – E mentre i paesi più avanzati del mondo stanno andando verso la legalizzazione di tutta la cannabis, qui in Italia abbiamo sindaci (e purtroppo non solo quelli) che vogliono proibire la cannabis light. Il proibizionismo ha fallito, non funzione né ha mai funzionato. Lo stanno capendo tutti, tranne da noi».
Una posizione condivisa dal consigliere comunale Andrea Solforetti e dal gruppo di opposizione “Insieme per domani”, che accusa Papi di avere una «visione retrograda». L’opposizione ha votato contro la proposta di delibera del gruppo di maggioranza (si è opposto il presidente del consiglio Fabrizio Grazioso) nel corso dell’ultimo consiglio comunale. «In questo modo – racconta Solforetti – ci facciamo riconoscere anche a livello nazionale. Al giorno d’oggi non si possono sentire le parole del sindaco Papi. Nel mondo si discute e si valuta la legalizzazione della cannabis e qui a Porto Azzurro si vietano dei prodotti a bassa percentuale di thc, assolutamente legali. Veramente, non ha senso».
Il consigliere di minoranza, eletto anche nel consiglio provinciale, non si ferma. «Un’amministrazione comunale – fa presente Solforetti – dovrebbe invece creare le condizioni affinché i giovani non prendano le strade sbagliate, aiutando l’associazionismo e garantendo servizi. Ecco l’apertura a solo per pochi giorni della biblioteca non è un bel segnale. Così come non lo è quanto accaduto all’associazione “Sole e Luna”, mandata via dalla sede sotto la tribuna del campo sportivo per fare spazio alle seggiole di plastica che si sarebbero sciupate rimanendo esposte al sole». —
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