Sicurezza
Via i pini da San Giovanni, Legambiente non ci sta
L’associazione contraria all’azione annunciata dal sindaco Angelo Zini: «Ci risiamo, prima di tagliare le piante serve un piano del verde pubblico»
PORTOFERRAIO. «Prima di tagliare gli alberi, il Comune approvi il piano del verde». È quanto afferma Legambiente Arcipelago toscano che interviene in seguito all’annuncio del sindaco di Portoferraio Angelo Zini, nel corso di un’assemblea pubblica, del taglio, entro l’estate del 2020, di circa 160 pini ritenuti pericolosi lungo la strada provinciale di San Giovanni. Contestualmente il Comune procederà alla piantumazione di altre essenze e alla realizzazione sia della rotatoria a al posto del semaforo che, finalmente, di una pista ciclabile. . «L’estenuante dibattito sul taglio dei pini di San Giovanni, che sembrano una fissazione per qualsiasi giunta portoferraiese di qualunque colore e sfumature, insiste da un lato sulla pericolosità degli alberi, senza che, per quanto ci è dato di conoscere, nessuna amministrazione, abbia proceduto a una seria valutazione della loro pericolosità affidandosi ad organismi in grado di farlo, come ad esempio la società italiana di arboricoltura o una facoltà di agraria universitaria, e ignorando – spiegano a Legambiente – comunque la necessità di salvaguardare un impianto arboreo monumentale attraverso una manutenzione attenta e continuativa e la sostituzione delle piante quando necessaria, ma al contrario provvedendo a tagli mal pensati e peggio realizzati che non tenevano conto nemmeno delle normative nazionali».
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Da anni Legambiente ricorda alle varie amministrazioni isolane la necessità di dotarsi di specifici piani del verde previsti sia dalla normativa nazionale che regionale «per evitare di intervenire in modo estemporaneo e quasi sempre controproducente nella gestione del patrimonio del verde pubblico – attacca il Cigno Verde – Così, mentre si grida al pino killer, si volta allegramente la faccia di fronte alla proliferazione lungo le strade e nei centri urbani di piante invasive, aliene e infestanti come l’ailanto, anche a pochi passi dalle alberature urbane di pini, come nel caso della Villa delle Grotte, delle fortezze e di gran parte dei cigli stradali elbani e, perfino, di giardini pubblici».
Legambiente ricorda dunque al sindaco Zini l’impegno preso in campagna elettorale «di elaborare e adottare il piano del verde urbano prima di effettuare qualsiasi intervento di taglio o eradicazione che vada al di là della semplice, quotidiana manutenzione – spiegano dall’associazione – È inoltre inaccettabile il tentativo di legare la realizzazione della rotatoria, dove ci sembra i pini li abbia già tagliati la giunta di centro-destra di Ferrari, e della sacrosanta pista ciclabile al taglio dei pini visto che, come del resto dichiarato anche dallo stesso sindaco, anche se la necessità della loro rimozione dovesse essere dimostrata dovranno in ogni caso essere sostituiti da essenze più idonee».
Per Legambiente i pini di San Giovanni, «più che un problema di sicurezza stradale (gli incidenti anche gravissimi verificatisi in quel tratto stradale sono tutti da attribuirsi alla velocità e all’imprudenza) sono un problema di cura, valorizzazione e programmazione del verde pubblico – conclude il Cigno Verde – Sono stati piantati una sessantina di anni fa. Sicuramente oggi nessuno penserebbe di piantare alberi con radici così estese sul bordo di una strada trafficate e a margine del fosso di scolo delle acque, ma bisogna tener conto che l’abbattimento di tutti i pini senza procedere a un consolidamento – anche arboreo - della strada potrebbe portare a cedimenti dell’asse stradale stesso». Quindi, per Legambiente, bisogna procedere con saggezza e prudenza. «Chiediamo alla giunta Zini – concludono dal Cigno Verde – di comprendere i pini di San Giovanni e l’eventuale rischio di cedimento all'interno del piano del verde urbano». —
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