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Termosifoni spenti, la Provincia si spiega dopo le proteste del fine settimana
Il consigliere elbano Andrea Solforetti: «Dispiace per i disagi, ma gli studenti hanno dei motivi più nobili per fare sciopero»
PORTOFERRAIO. È stato un fine settimana caldo per le scuole di Portoferraio, nonostante la temperatura nelle aule fosse tutt’altro che bollente, visti i problemi riscontrati nell’accensione dei termosifoni. Venerdì mattina i ragazzi dell’istituto professionale di Concia di Terra a richiamare l’attenzione mettendo in scena una protesta per la mancata accensione dei riscaldamenti e per le criticità riscontrate in alcune aule per le infiltrazioni d’acqua piovana dal soffitto e dai vecchi infissi. Sabato, invece, è stata la volta dei ragazzi del licei del Grigolo che hanno deciso di non fare lezione dopo aver riscontrato dei nuovi problemi nell’accensione dei termosifoni. I ragazzi hanno fatto notare come il sindaco di Portoferraio Angelo Zini avesse emanato una ordinanza per l’accensione anticipata dei riscaldamenti, date le basse temperature di un novembre particolarmente freddo. Ma gli edifici scolastici delle medie superiori, in realtà, non sono gestite dal Comune, bensì dalla Provincia.
A tale proposito è il consigliere provinciale Andrea Solforetti a chiarire cosa è accaduto negli ultimi giorni. «Sono molto dispiaciuto dei problemi riguardanti gli impianti di riscaldamento che si stanno verificando nei plessi di nostra competenza. Vorrei fare però un po' di chiarezza – spiega Solforetti – nella giusta ordinanza del sindaco di Portoferraio viene anticipata di qualche giorno l'accensione degli impianti di riscaldamento. Questa però è entrata nel merito limitatamente alle scuole d'infanzia, primarie e secondarie di primo grado. Non essendo stati esplicitati gli istituti secondari di secondo grado questi sono stati esentati dall'ordinanza del sindaco e non soggetti all'obbligo. Aggiungo che con questo non voglio dire che non ce ne fosse stato bisogno, ma che ci impegneremo a coordinare questo tipo di interventi. Nel mentre, alla luce di quanto successo in questi giorni vorrei spiegare che la manutenzione e l'avviamento degli impianti di riscaldamento nei nostri plessi sono affidati ad una società esterna che a sua volta si serve di ditte locali per espletare il servizio».
Negli uffici della Provincia è a disposizione un termometro di precisione certificato in remoto, che permette di monitorare la temperatura. «L'unico strumento che abbiamo a disposizione sono le segnalazioni che fanno i dirigenti scolastici alla società esterna. Questi ci permettono di quantificare l'entità dei disservizi e di servircene nelle sedi opportune. Non me ne vogliano gli studenti, ai quali sono più vicino di quanto pensino, ma suggerisco loro di indire scioperi per motivi più nobili, in quanto loro stessi ci insegnano che non si meritano il mondo che gli viene lasciato». —
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