Sicurezza
Diffida a Rimateria, attività bloccata e a rischio gli stipendi dei 50 dipendenti
Il presidente Pellati convoca il Cda e incontra i sindacati. Il Comitato ora chiede la revoca dell’autorizzazione
PIOMBINO. Lo stop al conferimento dei rifiuti, imposto dalla Regione, mette ora Rimateria in una posizione critica dal punto di vista industriale. Ovviamente il provvedimento porta con sé il rischio di ripercussioni anche per i dipendenti. . Infatti in questa situazione, gli stipendi dei 50 lavoratori della discarica, sono a rischio.
La sospensione del conferimento dei rifiuti, per la contestazione di inadempienze relative alla gestione dei pozzi del biogas, al monitoraggio delle emissioni in aria e del percolato, alle coperture provvisorie e definitive, è fissata fino al 31 gennaio 2020.
Allo stesso tempo il provvedimento impone a Rimateria la gestione ordinaria del biogas, del percolato, delle coperture, l’applicazione del piano di monitoraggio e controllo e di quant’altro è previsto dalla l’Autorizzazione integrata ambientale.
Stamani è prevista una riunione del consiglio d’amministrazione convocata d’urgenza dal presidente Francesco Pellati, che subito dopo incontrerà i sindacati e quindi i dipendenti.
«Rimateria – dichiarano il sindaco Francesco Ferrari e Carla Bezzini, assessore all’Ambiente – è stata più volte oggetto di diffide in cui si prescrivevano obblighi ai quali in modo reiterato il gestore non ha ottemperato. Non dimentichiamo, per esempio, il sequestro a marzo 2018 e il dissequestro finalizzato alla messa a norma degli impianti. Con questa diffida, la Regione sottolinea quanto queste difformità non siano state risolte e blocca ogni attività della discarica».
«Sembra che la Regione finalmente ci stia ascoltando – proseguono sindaco e assessore – e si stia occupando seriamente delle inadempienze della società e, soprattutto, delle gravi conseguenze che hanno sulla vita dei cittadini. Non si può definire un risultato ma certamente dimostra un’attenzione alle esigenze di cui quest’amministrazione si è fatta portavoce».
Ferrari e Bezzini si dicono convinti che «l’ipotesi di un raddoppio non è scongiurata ma sembra che, finalmente, le nostre battaglie per un futuro diverso, per una rigenerazione ambientale e produttiva, si stiano facendo spazio. È curioso che quest’attenzione arrivi proprio a pochi mesi dalle elezioni ma, in ogni caso, non sono le strategie politiche che c’interessano quanto il futuro del territorio e la salute di suoi abitanti. Il progetto di raddoppio non ha alcun nesso con il territorio e le sue necessità: questo provvedimento è un passo in avanti, intanto noi continueremo a costruire il percorso per restituire a Piombino un futuro sostenibile».
«Non sappiamo se entro la fine di gennaio Rimateria avrà ottemperato a tutte le prescrizioni indicate dalla Regione per ridurre queste criticità – scrive invece in una nota il Comitato salute pubblica – Chiediamo a tutti gli enti messi a conoscenza della diffida in questione di sorvegliare affinché stavolta l’azienda di rifiuti inizi davvero a mettersi in regola».
«Invitiamo quindi la giunta regionale – prosegue il Comitato – a dare parere negativo sull’ampliamento della discarica non essendo la stessa a norma, come si evince, abbondantemente dalla sopra citata diffida. Inoltre, essendo stata diffidata Rimateria più volte e persistendo la stessa con reiterate violazioni che determinano situazioni di pericolo e di danno per l’ambiente e la salute, chiediamo ai sensi di legge la revoca dell’autorizzazione e la chiusura dell’installazione».
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