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Il dibattito sulla targa del Tirreno imbrattata: «Intimidazioni frutto di un clima di odio e rancore creato a Piombino»
Prosegue l’ondata di solidarietà ma anche di sdegno per l’atto commesso ai danni della nostra redazione
PIOMBINO. Non si ferma l’onda di solidarietà al Tirreno e ai suoi giornalisti. Dopo l’imbrattamento della targa sotto la nostra redazione di corso Italia a opera di ignoti armati di bomboletta spray, la città continua a manifestare la vicinanza con tantissimi messaggi. La sezione Bovio dell’Associazione mazziniana esprime «fermissima e sincera solidarietà alla redazione del Tirreno», si augura che «le forze dell’ordine possano individuare quanto prima i responsabili» e aggiunge: «Siamo certi che nessun atto vandalico o intimidatorio potrà mai fermare il lavoro della nostra redazione cittadina, ma come segno di vicinanza e incoraggiamento li invitiamo a proseguire in quel prezioso lavoro di racconto, analisi e approfondimento che da sempre svolgono con estrema professionalità nonché quello scomodo lavoro di denuncia delle situazioni messe in piedi da chi, con un crescente clima di odio, divisioni, prevaricazioni, intimidazioni e intolleranza, vorrebbe condizionare la vita dei cittadini ».
Secondo l’Unione sindacale di base «colpire gli organi di stampa vuol dire colpire la democrazia. Non solo è vigliaccheria ma chiaramente un atto mafioso se non fascista. Oggi nella società si sta ramificando sempre di più l’odio umano e questo è molto pericoloso. Solidarietà al Tirreno e a tutti suoi lavoratori e lavoratrici». Per Simona Bonafè ( Pd) «i vigliacchi sono tornati in azione contro qualcosa che evidentemente ritengono pericoloso: la libertà dei giornalisti di informare. Per questo voglio esprimere al Tirreno e ai suoi giornalisti la solidarietà del Pd toscano e naturalmente l’invito a proseguire il loro rigoroso lavoro». Anche l’Associazione a Sinistra esprime «solidarietà al Tirreno e a tutti i giornalisti e le giornaliste. Solo qualche giorno fa era apparsa una scritta antisemita in via del Gelsomino. L’altra sera è toccato al Tirreno. Se dietro ci sia la stessa mano non ci è dato saperlo, ma siamo sicuri che da tempo sui social, soprattutto in zona, si susseguono commenti molto spesso irripetibili che mettono sotto accusa in modo del tutto infondato il lavoro e la libertà dei giornalisti e delle giornaliste del Tirreno. Non c’è da meravigliarsi, visto il clima che è stato creato, se qualcuno preferisce restare sveglio di notte per deturpare e gettare discredito sul prezioso lavoro che queste persone portano avanti. Noi ci schieriamo al fianco del Tirreno e di tutti quei giornali, di tutte le giornaliste e i giornalisti che ogni giorno, con serietà e onestà, fanno da guardia alla nostra democrazia. A Sinistra chiede a tutte le forze politiche «di lavorare per combattere il clima di odio e rancore che sempre di più si sta facendo largo nella nostra città».
Adriano Bruschi (Legambiente) ribadisce che «si stanno moltiplicando a Piombino le intimidazioni di stampo fascista. Dopo l’imbrattamento dell’auto di chi si è esposto, anche in polemica con un movimento che ha riempito le piazze e che per molti mesi ha contribuito a rappresentare, le scritte antisemite sui muri, i social che si infittiscono di post carichi di odio e intolleranza, oggi è toccato all’insegna del Tirreno. I fascisti si sentono sdoganati in Piombino e osano intimidire chi dissente o svolge la funzione di informazione dell’opinione pubblica. Legambiente intende dare solidarietà a tutti quelli che sono colpiti da queste intimidazioni e in particolare a chi lavora nella stampa».
Mario Giannullo, a nome dell’Anpi, esprime piena solidarietà al Tirreno per un atto «che ci riporta ad anni bui. Questa azione di chiaro marchio fascista si colloca in un quadro di violenze che stanno interessando gran parte d’Italia. L’incendio alla libreria “La pecora elettrica” di Roma, le scritte inneggianti a Mussolini al cimitero di Predappio con la manifestazione e cena fascista. Senza parlare del clima d’odio nello sport, dagli stadi di serie A ai dilettanti, con gli episodi che si moltiplicano senza che qualcuno prenda seri provvedimenti».
Piena solidarietà anche da Paolo Fiorenzani (Italia Viva): «Episodio gravissimo, quella scritta apposta sulla targa è un pericoloso segnale di intimidazione verso la libertà di informazione, uno dei capisaldi della democrazia. Ancora più grave perché rappresenta un pericoloso segnale di imbarbarimento storico e culturale di una città ricca di storia e riconoscimenti. Una città che si governa con atti come il riconoscimento della cittadinanza a Liliana Segre e non solo con spot e mobilitazioni».
Anche Maria Cristina Gentiloni a nome della Rete solidale antirazzista condanna «il vile attacco di cui è stato oggetto il Tirreno. Esprimiamo vicinanza e solidarietà alla direzione, ai redattori e al personale tutto e li ringraziamo per la correttezza e disponibilità sempre dimostrata». «A nome della Cooperativa e dei nostri soci - scrive Unicoop Tirreno - esprimiamo tutta la nostra solidarietà in seguito al brutto atto vandalico che avete subìto».
Sul web, Michela Batistoni (Rifondazione), ricorda che «quando si toccano le sedi dei giornali significa che è già iniziata la crisi della democrazia. Non ricordo un fatto come questo a Piombino. Non mi pare un bel segnale». —
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