Il Tirreno

Dalla politica ai sindacati le voci della condanna

Dalla politica ai sindacati le voci della condanna

Il sottosegretario all’Editoria: «Uno specchio dell’imbruttimento del clima» I rappresentanti dei giornalisti: «Libertà d’espressione non è licenza di insultare»

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PIOMBINO. La solidarietà alla redazione ha tante voci e colori. «Un imbrattamento che è specchio dell’imbruttimento del clima. E non è un gioco di parole». Afferma Andrea Martella sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria. Che aggiunge: «Quello di Piombino, accaduto questa notte, a pochi giorni di distanza dalle polemiche sulla proposta di conferire la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, è un nuovo sfregio alla democrazia che impone una difesa istituzionale e civile incessante contro i cultori dell’intolleranza. Minimizzare o lasciar scorrere nel silenzio questi fatti è un errore che non possiamo consentirci di commettere».

Dalla Regione Toscana il presidente Enrico Rossi sottolinea la gravità dell’episodio che «può apparire limitato ma che non può e non deve essere trascurato, perché si inserisce in un clima di odio e inciviltà che cova e rischia, se non contrastato, di diffondersi come un virus che ammorba e minaccia il nostro vivere civile e la nostra democrazia». Anche il presidente del consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani condanna «l’insulto scritto con la vernice sulla targa della redazione».

Arrivano anche i messaggi di tanti colleghi e dalle testate Repubblica, Nazione, Corriere Fiorentino, Qui News Val di Cornia, Elba Report, Costa Etrusca. E la voce del sindacato dei giornalisti, per la Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) il segretario generale Raffaele Lorusso e il presidente Giuseppe Giulietti e dell’Associazione stampa Toscana (Ast) «contro qualsiasi tentativo di intimidazione, sempre dalla parte della libertà di espressione e informazione, che non può mai diventare licenza di insultare».

Il deputato di Sinistra Italiana – Leu Nicola Fratoianni annuncia «un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno affinché ogni sforzo venga compiuto dalle forze dell’ordine per individuare e colpire i responsabili di questo gesto idiota ma pericoloso per il futuro». Il deputato livornese Pd Andrea Romano: «Un atto grave contro il lavoro giornalistico che è sale indispensabile per la vita di qualsiasi democrazia e di ogni comunità civile». Vicinanza e condanna dal consigliere regionale Gianni Anselmi: «Ogni fiume ha la sua sorgente e questo è il clima minatorio che è stato creato, usando i social e non solo». A nome del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle Irene Galletti sottolinea «l’assoluta incapacità di esprimere dissenso o critica in modo civile e democratico e frutto di un clima di odio che anche alcuni esponenti politici colpevolmente seminano». Sul caso intervengono anche il consigliere regionale Francesco Gazzetti e la segretaria del Pd toscano Simona Bonafè e l’ex sottosegretaria Silvia Velo.

Alla redazione scrivono le amministrazioni comunali di Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo e Suvereto. A cui si aggiungono gli interventi di singoli esponenti politici, molti affidati alle pagine social. Tra questi quelli delle rappresentanze piombinesi di Fratelli d’Italia, Movimento 5 Stelle, Pd, Per Anna, Fi-Udc–Civici popolari liberali, Assemblea popolare Suvereto. Un mosaico di voci con diverse sfumature, ma tutte allineate sulla stessa linea: condanna e solidarietà.

«Non c’è giorno che nella nostra regione non si venga a conoscenza di fatti e di situazioni che ci indignano», dice la segretaria generale della Cgil Toscana Dalida Angelini a cui si unisce la voce della segreteria provinciale di Livorno del sindacato. Dalla Uilm provinciale e regionale l’invito a «svolgere il vostro mestiere come sempre avete fatto fino a oggi». Ferma condanna dall’Unione sindacale di base. E poi le voci di Legambientea, dell’Associazione Mazziniana, della cooperativa e dei soci di Unicoop Tirreno, dell’Anpi, dell’Associazione a Sinistra. —

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