Sicurezza
Terradonnà a Roma vino premiato dall’Ais e selfie con Conte
suvereto. E il presidente del consiglio si congratulò col giovane produttore di vino di Suvereto facendosi un selfie con lui. È successo a Michele Martinelli, 22 anni (nella foto con Giuseppe Conte), che coadiuva sua madre Annalisa Rossi nella conduzione della azienda vitivinicola Terradonnà in occasione dei riconoscimenti annuali dell’Ais, Associazione italiana sommelier per i vini 2020 inseriti nella guida Vitae.
«Eravamo ospiti nella famosa Nuvola dell’architetto Fuksas – racconta Michele – e l’organizzazione ci ha fatto una sorpresa non prevista dal programma annunciando l’arrivo del premier Giuseppe Conte. È arrivato in sala e ha pronunciato un intervento di saluto a tutti i produttori presenti. Al termine è venuto in mezzo ai produttori e si è soffermato nel settore della Toscana e, avvicinandosi al nostro stand, mi ha salutato affettuosamente con una stretta di mano come il più giovane produttore presente e accettando di farsi un selfie con me».
Per entrare sulla guida Vitae e avere una valutazione 3mila produttori hanno inviato circa 30mila campioni di vino con la commissione che giudica “alla cieca”, escludendo poi il migliore e il peggiore voto assegnato, con un punteggio da 75 fino a 100 che rappresenta una scrematura importante. «Rispetto ad altre realtà anche suveretane – dice Rossi – la nostra è una piccola azienda con mezzi non paragonabili alle maggiori, ma i riconoscimenti come il certificato di eccellenza dell’Ais al nostro Okenio ci ha fatto piacere, soprattutto considerando il metodo di degustazione attuato. E non è il primo anno che lo riceviamo. Produciamo nove etichette, con due bianchi, un rosato e sei rossi per un totale di 25.000 bottiglie. Tra queste abbiamo anche il Duelustri un rosso cabernet sauvignon con dieci anni di invecchiamento che non è cosa da poco per le nostre dimensioni». Sui nomi insoliti dati ai vini dell’azienda Terradonnà spiega Michele Martinelli: «Prendono tutti un nome di un minerale cui è molto legato il nostro comprensorio fin dal tempo degli Etruschi. Mio nonno, grande appassionato di minerali, ha allestito una interessante collezione ora in una zona della cantina che mostriamo ai nostri clienti che la apprezzano molto». Di curioso è anche il nome della stessa azienda: «Vuol significare “terra donata da donna a donna” – spiega Annalisa Rossi – in ricordo di mia madre Emma Geppini, grande appassionata e conoscitrice di vigneti. Era davvero il suo mondo e mi ha trasmesso questa sua passione donandomeli nel 2000 e nel 2002 è nata la prima bottiglia di Okenio». — M.P.
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