Il Tirreno

Ferrari, parziale retromarcia: «Invito la senatrice Segre in città»

Ferrari, parziale retromarcia: «Invito la senatrice Segre in città»

Fratoianni (Sinistra italiana): dal sindaco espressioni terribili che nascondono la nostalgia per il ventennio

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PIOMBINO. Diluvio di proteste e di polemiche nei confronti del sindaco Francesco Ferrari per il no alla concessione della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre, deportata ad Auschwitz, una delle ultime testimoni dell’Olocausto. Nel primo pomeriggio, poco dopo che il sindaco di Pisa, il leghista Michele Conti aveva annunciato che avrebbe proposto la cittadinanza onoraria per Segre, primo di una lunga serie di sindaci della Toscana, Ferrari ha fatto una parziale marcia indietro, invitando la senatrice a Piombino per la Giornata della memoria del 27 gennaio. Il sindaco ha cercato anche di precisare il senso della sua posizione espressa all’inaugurazione della sede di Fdi, apparsa sul Tirreno di ieri, e poi rimbalzata sui siti web di tutta la stampa italiana.

«La lotta contro l’odio, il razzismo e l’antisemitismo mi sta a cuore come persona e come cittadino prima ancora che come sindaco – ha scritto in una nota – Per questo il mio è un no alla strumentalizzazione della sua vita e del suo percorso per meri fini politici e non alla proposta di conferire la cittadinanza onoraria a Liliana Segre».

Ferrari sostiene che comunque «sarà il consiglio comunale a decidere e i consiglieri di maggioranza hanno tutto il diritto di esprimersi liberamente sul tema. Credo però che la senatrice Segre, alla luce di quello che ha subìto e del coraggio e della forza dimostrati in questi anni passati a testimoniare l’orrore dell’Olocausto, meriti molto di più di una cittadinanza onoraria».

«Proprio per il profondo rispetto che tutta l’amministrazione ha nei confronti della senatrice – prosegue Ferrari – l’abbiamo invitata a celebrare a Piombino la Giornata della memoria, il 27 gennaio, per portare la sua testimonianza e contribuire alla nostra lotta contro ogni forma d’odio. Credo molto più utile un momento d’incontro e di dialogo sia con la senatrice, se vorrà, che con i rappresentanti della comunità ebraica. Continuare a ricordare ciò che è accaduto, testimoniare l’orrore che queste persone hanno vissuto, spiegare i motivi che portano all’odio e quanto ogni piccolo gesto sia un tassello importante per impedire che episodi del genere si ripetano: questo sì che avrà significato e lascerà un segno».

Duro il commento di Nicola Fratoianni, di Sinistra italiana, secondo cui che «a Piombino, Medaglia d’oro al Valor militare per una delle prime battaglie della Resistenza contro i nazisti il sindaco di Fdi si metta a urlare che la proposta della cittadinanza onoraria a Liliana Segre è una provocazione, dà l’idea di come siamo messi in questo Paese». Per il parlamentare di Leu si è trattato di «parole banali ma al contempo terribili che nascondono la nostalgia per il ventennio. Una ragione in più per sostenere la proposta dell’opposizione di sinistra in quella città contro chi vuole offuscare la memoria del nostro passato. A questo punto però forse sarebbe opportuno e giusto che invece di Fratelli d’Italia si chiamassero Fascisti d’Italia».

A sostenere Ferrari ci ha pensato Fratelli d’Italia, secondo cui «sulla stampa e sui social si sta diffondendo un odio incredibile verso il nostro sindaco. Non accettiamo lezioni – si legge in una nota – da chi per anni ha guidato al massacro una città e addirittura ha dato la cittadinanza onoraria a un signore come Mimmo Lucano. La senatrice Segre ha subito nella sua vita una bruttissima esperienza che nessuno mai dovrebbe sopportare, e anche Giorgia Meloni, le ha espresso solidarietà. Il motivo del no è chiaro, dietro alla storia della senatrice c’è una mossa politica precisa per mettere il bavaglio a chi dichiara di essere patriota o nazionalista».

Angelo Trotta, capogruppo del Pd, ricorda che «Piombino è sempre stata una città democratica, e ci vuole una bella faccia a dire che quando c’erano “quelli di prima” non c’era diritto di parola. La censura e l’olio di ricino in Italia si sono provati quando a governare era la destra estrema le cui idee oggi giorno sono sostenute dal partito del sindaco. È il momento di capire chi sta dalla parte della giustizia e chi da quella dell’odio. La città è medaglia d’oro al valor militare e abbiamo il compito di dare un segnale e di non farci seppellire dalla vergogna, per questo Liliana Segre deve diventare cittadina onoraria di Piombino».

Secondo il Movimento 5 Stelle, «prendono forma retropensieri che conducono inevitabilmente alla campagna elettorale regionale già aperta. Nel prossimo consiglio comunale non saremo chiamati a esprimere un semplice voto, ma a dire da quale parte della storia vogliamo stare. Dalla parte di quella che parla delle Leggi Razziali del 1938, della dittatura fascista e dell’Olocausto? O da quella di cui parla l’Art 3 della Costituzione per il quale tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali? Ovviamente noi staremo sempre dalla parte della Costituzione. La senatrice Segre merita di essere accolta fra i cittadini piombinesi, a chi invece non rileva alcun legame fra Segre e questo Comune vogliamo ricordare la Medaglia d’Oro appuntata al gonfalone e se non bastasse suggeriamo di fare due parole con qualcuno dei familiari delle centinaia di cittadini piombinesi deportati a Auschwitz».

In serata poi a Suvereto la sindaca Jessica Pasquini ha sostenuto che «la senatrice Liliana Segre ha vissuto l’orrore dei campi di concentramento e merita tutto il nostro rispetto.Mi dispiace che Uniamo Suvereto la voglia utilizzare per attaccarmi, ma questa provocazione non trova terreno fertile. La mozione che è stata annunciata, se presentata, sarà accolta favorevolmente dal gruppo di maggioranza». —

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