Gioco
Fascino crescente dei rifugi e tante opportunità da scoprire
Dedalo con più di 40 gallerie per mettere in salvo le persone dalle bombe. Ordine del giorno Pd: «Memoria da difendere. Oltre al Castello anche altri siti»
Ce ne sarebbe uno pronto per le visite, sotto il Polo culturale (mai finito di per sè, ancora). Più altri lavori in corso «per Rivellino, Palazzo Appiani, piazza Bovio e piazza Dante, Cittadella, via Leonardo da Vinci...». È Piombino sotterranea al centro di un ordine del giorno del gruppo consiliare Pd. A ridosso di un’altra giornata tanto partecipata quanto emozionante per le 400 persone in visita al rifugio antiaereo sotto il Castello (l’unico visitabile, dal 2017) a testimoniare il fascino di simili eventi «fino a questo momento – si sottolinea – con un organizzazione a carico dei volontari e, con risorse irrisorie. Col lavoro di ricerca sul campo preceduto dalla ricerca e studio delle fonti primarie che ha coinvolto l’Archivio, valorizzandolo».
Dedalo con più di 40 rifugi per mettere in salvo le persone dalle bombe, sotto la città. Storia e memoria – recente – ovunque, da riscoprire: al centro di progetti mai decollati. «La conoscenza dei luoghi e vicende del nostro passato è un patrimonio storico cultuale al quale non possiamo rinunciare – scrivono i consiglieri Pd –. L’unico ancora accessibile è quello del Castello ma altri potrebbero diventarlo con piccoli interventi». Qualche esempio.
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Già vista e fotografata alla prima visita al cantiere del Polo culturale di piazza Manzoni al posto della vecchia scuola Ipsia (17 novembre 2016), ri portata alla luce sotto l’antico convento del 1500, la stanza sotterranea, dove i piombinesi si rifugiavano durante i bombardamenti. Poi i lavori di recupero e restauro di piazza Verdi e piazza Cappelletti – stanziati 760mila euro, giugno’18 – dove ci si riprometteva di far diventare visitabili i rifugi sotto il Rivellino. In concomitanza qualcosa di simile anche per piazza Dante, dove proprio durante dei sondaggi nei giardini ne era saltato fuori un altro.
Rendere visitabile la città sotterranea, era un’idea in studio da tempo negli uffici comunali, negli ultimi anni caldeggiata e promossa da Gianpiero Vaccaro, formazione Iti, lavoro al porto industriale, da sempre appassionato di storia moderna. Persino Cittadella, come le mura lungo via Leonardo da Vinci conservano ancora passaggi sotterranei. «Sarebbe opportuno – scrivono i consiglieri Pd a sindaco Ferrari e giunta – portare avanti un percorso di recupero di questi luoghi, che fanno parte del nostro patrimonio storico culturale e identitario, e conseguentemente organizzare eventi periodici che facciano riscoprire tale realtà. Attivarsi affinché la valorizzazione rimanga un processo in atto, avvalendosi dei soggetti che fino ad oggi si sono impegnati in questa attività di recupero. Da promuovere – si prosegue – lo studio, la ricerca, la valorizzazione e la divulgazione della memoria storica relativa a questo aspetto particolare della nostra storia recente, supportando fattivamente il lavoro di ricerca e studio fin qui svolto. Va autorizzato un percorso di esplorazione per valutare, in maniera puntuale, l’effettiva possibilità, per ciascun sito, di valorizzazione e conseguente possibilità di fruibilità al pubblico, tenendo conto della potenzialità che questi luoghi, definiti gli angoli della Piombino sotterranea, possano diventare nel tempo siti attrattivi da proporre anche in una offerta turistica, oltre che culturale».
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E si torna al museo diffuso pure sottoterra, con sempre più tasselli nel mosaico dei ricordi che accrescono l’appeal di una Piombino tutta da scoprire, anche per chi c’è nato. –
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