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Cittadinanza onoraria a Liliana Segre: il sindaco di Piombino dice no - Video
Ferrari contro la mozione di Rifondazione. Callaioli (Prc): ora ha gettato la maschera del “civico”
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PIOMBINO. La richiesta di cittadinanza onoraria per la senatrice Liliana Segre, una delle ultime testimoni degli orrori di Auschwitz, avanzata da Rifondazione comunista, è stata bocciata pubblicamente dal sindaco Francesco Ferrari. Il no del sindaco alla proposta è arrivato durante la cerimonia di inaugurazione in via Giuseppe Garibaldi della sede del suo partito, Fratelli d’Italia.
Ferrari ha sostenuto che si tratta di «una richiesta provocatoria, perché questa onorificenza si concede a coloro che la meritano per aver dato un ritorno alla città», e che comunque si tratta «di una strumentalizzazione di chi non ha argomenti da proporre per il territorio». Per lui, che ha parlato della caduta lo scorso 9 giugno «del muro di Piombino», successivo ai decenni precedenti «quando qui la democrazia non esisteva», ora «occorre impegnarsi per far cadere anche il governo regionale alle prossime elezioni».
Dure le reazioni delle opposizioni e del mondo della sinistra. Fabrizio Callaioli, capogruppo del Prc, ha scritto in una nota «che dopo una campagna elettorale in cui era opportuno camuffarsi da civici e trasversali per aggregare la grande ammucchiata necessaria a vincere le elezioni, adesso che le sue esigenze politico elettorali di uomo di destra gli impongono di schierarsi, getta la maschera e si avventura in un attacco ai valori umanitari. Cosa toglierebbe a questa città il dedicare 10 minuti al riconoscimento dei valori umanitari e solidaristici rappresentati dalla figura di Liliana Segre? Forse vuol dire che è meglio diffondere odio e sostenerne la validità?».
Dal canto suo Anna Tempestini, capogruppo di “Anna per Piombino” e candidata del Pd alle ultime amministrative, vuol ricordare a Ferrari «che lamenta la mancanza di democrazia prima del 9 giugno, che questa città ha dato dimostrazione di grande democrazia, con i suoi amministratori, con le lotte operaie a difesa del lavoro e della propria dignità, con l’impegno nella politica, per costruire un mondo libero. Oggi quella stessa democrazia – dice rivolgendosi a Ferrari – ha permesso ai cittadini di farla diventare sindaco. Ed è grazie a persone come Liliana Segre che abbiamo vissuto e viviamo ancora in uno Stato democratico».
Per Possibile, partito che sostiene la proposta del Prc, «solo chi non condivide i valori che la Segre ha portato avanti per tutta la sua vita può avere difficoltà a individuare quale ritorno possa esserci per la cittadinanza tutta, nell’avere un esempio così».
“A Sinistra” considera «gravissime le affermazioni di Ferrari. Una posizione, la sua, che non è molto lontana da quella del sindaco di Predappio», Comune che nei giorni scorsi ha negato il contributo alla partecipazione di due studenti al Treno della memoria per Auschwitz.
Ferrari, successivamente, ha precisato al Tirreno di «essere convinto che Liliana Segre sia un simbolo per tutti nella lotta all’antisemitismo e al razzismo, ma che proprio la sua storia merita di più della strumentalizzazione che viene da parte di chi non ha argomenti politici».
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