Sicurezza
Il pontile finito sott’acqua nuova casa per le specie ittiche
Il Comune di Rio ha lanciato la proposta all’Autorità portuale di sistema «Spostiamo il relitto e usiamolo come luogo per il ripopolamento del mare»
RIo MARINA. L’idea è originale. E il sindaco del Comune di Rio Marco Corsini non ha esitato a proporla al presidente dell’Autorità portuale di sistema Stefano Corsini. I resti del pontile minerario di Vigneria, che ormai da più di un anno giacciono sotto il mare in balia delle mareggiate, dovranno essere rimossi e spostati. Non solo. Il relitto sommerso, nell’intenzione del sindaco di Rio, saranno una casa per i pesci, diventando a tutti gli effetti un luogo sperimentale per il ripopolamento delle specie ittiche.
«Proponiamo – ha spiegato il sindaco in una nota diffusa dal Comune di Rio – un confronto istituzionale aperto al contributo delle associazioni di pescatori e di subacquei che meglio conoscono la situazione dei fondali in modo tale da poter individuare la giusta localizzazione dei detriti in questione».
Insomma, a poco più di un mese dall’affondamento del pontile di Vigneria, l’amministrazione cerca ufficialmente un modo per sottrarre il manufatto ex minerario all’oblio.
Il 28 ottobre del 2018 la struttura di ferro, situata nel braccio di mare a poche centinaia di metri fuori dall’abitato di Rio Marina, si piegò inesorabilmente sotto i colpi della mareggiata e le raffiche dei venti tesi provenienti da sud. Il giorno successivo il mare terminò quello che aveva iniziato. Il pontile è finito sott’acqua. Da allora dorme sotto la superficie del mare, a pochi metri dalla costa. Quella del pontile di Vigneria, del resto, era una fine annunciata. L’infrastruttura veniva utilizzata per caricare di minerale i bastimenti che facevano la spola con gli impianti siderurgici di Piombino e del resto d’Italia. La chiusura delle miniere, nel 1981, ha segnato il destino del pontile. —
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