Il Tirreno

isis einaudi ceccherelli 

Genitori assenteisti una seconda votazione per gli organi collegiali

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piombino. Secondo appello all’Istituto superiore Einaudi Ceccherelli. Anzi una sorta di esame di riparazione per rimediare all’assenteismo e al disimpegno dei genitori negli organi collegiali. Questo è il quadro uscito dal voto: in 7 classi (una prima, due terze, due quarte e due quinte) è stato eletto un solo rappresentante dei due previsti, mentre in altre cinque (una prima, una seconda, due quarte e una quinta) l’elezione è andata deserta. Da qui la necessità di indire una votazione suppletiva per le famiglie delle classi non ancora in regola il 15 novembre. Le famiglie sono convocate alle 16,30 nei locali dell’Istituto Einaudi per un’assemblea preliminare a cui seguirà la votazione.

L’istituzione degli organi collegiali, con il Dpr 416, «rappresentò, 45 anni fa, un bomba d’innovazione nel rigido apparato scolastico, statalista e verticista – si legge in una nota dell’Isis Einaudi Ceccherelli –. Finalmente le famiglie, e alle superiori anche gli studenti, entravano a pieno diritto come parte attiva nelle decisioni e nella gestione dell’istituzione scolastica». Che prosegue: «Ancora oggi la presenza di rappresentanti ai consigli di classe e d’istituto costituisce un’importante realtà di democrazia partecipativa nella conduzione dell’istituzione scolastica, un’opportunità che le scuole di molti altri Paesi nemmeno conoscono».

Nel corso degli anni, purtroppo, «l’assenteismo e il disimpegno da parte dei diretti interessati ha contribuito a svuotare dal didentro la portata rivoluzionaria e propositiva di questi organismi, spesso riaddossando la responsabilità delle scelte organizzative e disciplinari al solo personale scolastico – prosegue –. Accade così che, mentre il mondo dei social pullula di madri leonesse che si dicono disposte a difendere la prole con le unghie e coi denti e di padri supereroi che si dichiarano pronti a tutto pur di proteggere le proprie creature, nelle scuole superiori italiane si riscontra sempre più il fenomeno di famiglie estranee alla vita scolastica dei propri figli, che si limitano a depositarli davanti ai cancelli dell’istituto scolastico, come all’orfanotrofio delle Dame di Carità». E conclude: «La nostra scuola vuole continuare a credere nell’importanza della rappresentatività all’interno degli organi collegiali, dal momento che i delegati restano a tutti gli effetti gli unici interlocutori di diritto nei confronti delle autorità scolastiche. Nelle questioni inerenti alla classe, infatti, il dirigente scolastico non è tenuto a relazionarsi con singole famiglie o gruppetti spontanei di genitori che non siano stati eletti da una votazione ufficiale». —

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di Redazione web